
L’apertura della stagione venatoria è prevista per domenica 17 settembre ma, come ha anticipato l’assessora Caselli, la Regione “sta valutando se rimandare a dicembre l’apertura per alcune specie stanziali per le quali anche gli stessi cacciatori hanno segnalato situazioni di difficoltà”. Nel suo intervento l’assessora ha messo inoltre in evidenza l’apporto dei cacciatori, “che agiscono come operatori dell’ecosistema”, nella gestione della tutela del territorio e “il calo preoccupante del loro numero dovuto in gran parte al mancato riconoscimento del loro ruolo sociale”. E il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli ha confermato il calo dei cacciatori anche nel territorio provinciale: oggi sono circa quattromila, contro i 15 mila di 12 anni fa, e oltre la metà di loro ha più di 60 anni. “Ma i cacciatori – ha evidenziato Muzzarelli – svolgono un’azione concreta e per noi fondamentale per il controllo e la cura del territorio”.
Presente anche il comandate della Polizia provinciale Fabio Leonelli che ha posto l’attenzione sui controlli sull’attività venatoria che si concentreranno sul tema del rispetto delle distanze di sicurezza da abitazioni e strade, un problema sul quale verte la maggior parte delle segnalazioni dei cittadini preoccupati dalla presenza di cacciatori vicino alle case.
Come ha spiegato Leonelli sullo svolgimento dell’attività venatoria sono impegnati 15 agenti della Polizia provinciale e 70 guardie volontarie che garantiscono, con il coordinamento degli agenti, la vigilanza sul territorio.
Sottolineando l’attività di vigilanza, Leonelli ha ricordato che le distanze di sicurezza sono di 50 metri dalle strade e 100 dalle case mentre la sanzione prevista è di 206 euro.
Nel 2016, infatti, tra le principali violazioni riscontrate dalla Polizia provinciale in materia di caccia, spiccano il mancato rispetto delle distanze di sicurezza da abitazioni e strade con 20 verbali, le violazioni al calendario venatorio, soprattutto legate al mancato utilizzo dell’indumento ad alta visibilità (60 verbali), delle norme sul tesserino regionale (28 verbali), poi per cani vaganti incustoditi (13 verbali), per l’inosservanza delle regole sull’anagrafe canina e la tutela del benessere animale e la caccia in aree vietate.
Anche nel 2016, infine, tramite la consultazione on line della banca dati del programma informatico gestito dalla Regione, sono stati elevati d’ufficio 101 verbali per mancata riconsegna del tesserino venatorio nei tempi di legge.


