
Un annuncio falso, grave e diffamatorio anche in considerazione dell’attività di rappresentanza di cui si occupa la presidente Franchini da 6 anni di fronte al quale l’imprenditrice sporse denuncia per i reati di furto di identità e diffamazione alla Polizia Postale di Modena. Denuncia presentata e nome proprio e anche per conto dell’associazione da lei presieduta, la CNA-Fita.
Dopo quasi due anni di indagine per risalire all’autore di quel furto di identità e diffamazione, gli investigatori hanno individuato, alcuni mesi fa, il Pc dal quale venne pubblicato quell’annuncio su un sito di incontri e hanno identificato l’intestatario della connessione internet, un giovane uomo della provincia di Catania, ingegnere informatico. Si tratta di un computer connesso a internet presente in una abitazione privata. L’intestatario di quella connessione il 19 dicembre 2016 è stato sentito dalla Polizia Postale di Catania e ha effettivamente confermato di essere il titolare della connessione, ma di non sapere nulla di quell’annuncio. ”La password è nella disponibilità di tutti i componenti del mio nucleo familiare – ha detto il catanese davanti agli agenti di Polizia -. Tutti i componenti della mia famiglia hanno accesso alla connessione in questione così come i parenti, gli amici miei e i fratelli che sono usi connettersi da casa mia utilizzando la connessione citata. Non ho quindi contezza di chi utilizzi la connessione e quale attività svolga, perché io la uso solo nelle ore serali”. Tanto è bastato per l’archiviazione.
La Presidente nazionale Cinzia Franchini: “Oggi mi sento in dovere di ringraziare formalmente il comandante della Polizia Postale di Modena e con lui tutti gli agenti del Compartimento che immediatamente dopo la mia denuncia, con grande professionalità, sono riusciti a ricostruire l’accaduto fino ad individuare il computer da cui è partita la diffamazione. Un riscontro questo non marginale, più unico che raro. – Prosegue la Franchini – Il fatto che questa azione diffamatoria sia stata concepita e messa in atto in quella stessa provincia di Catania dove io e la mia Presidenza abbiamo mantenuto con determinazione e fermezza una posizione di aperto contrasto, fino nelle aule di Tribunale, alle infiltrazioni mafiose nel settore dell’autotrasporto, non può che confermare come e quanto questo nostro agire sia stato giusto ed efficace”.


