
“Tuttavia rimane ancora qualcosa da fare: è necessario accelerare i tempi della burocrazia e fare in modo che i fondi arrivino nelle tasche degli agricoltori che in questi anni troppo spesso hanno dovuto anticipare spese di ricostruzione a proprio carico – continua Vincenzi. Inoltre ad oggi ci sono ancora edifici danneggiati perché troppi vincoli impediscono di dar il via ai lavori di ripristino.”
Il sisma – ricorda Coldiretti Modena – ha causato danni per mille milioni di euro, colpendo abitazioni, stalle, magazzini, attrezzature di circa 6.000 aziende con circa 550 milioni di euro di danni provocati alle strutture agricole (fienili, stalle, magazzini) e il Parmigiano Reggiano in testa alla triste classifica del prodotto più danneggiato con 200 milioni di euro, e l’aceto balsamico che ha subito perdite per 15 milioni di euro.
“Da eventi straordinari come questo – sottolinea il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Duò – è necessario anche saper trarre anche degli insegnamenti: il patrimonio positivo di esperienze accumulato in questi anni dalla Regione Emilia Romagna, dalle Istituzioni e dai privati sul piano normativo e tecnico deve essere utilizzato per la creazione di un protocollo utile alla gestione di eventuali altre emergenze che si dovessero verificare sul territorio nazionale”.


