
La fittizia localizzazione della residenza fiscale in Irlanda ha consentito, difatti, alla società di sottrarsi agli adempimenti tributari previsti dall’ordinamento italiano e di beneficiare, quindi, illegittimamente di un regime impositivo più favorevole. Il fenomeno dell’esterovestizione, infatti, si realizza allorquando un ente societario, seppur denunciando la sede formale all’estero, al verificarsi di determinati presupposti, espressamente indicati dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, deve considerarsi fiscalmente residente nel territorio dello Stato italiano. Pertanto, al configurarsi dei requisiti sulla residenza disposti dalla normativa, il rappresentante legale della società è stato denunciato alla locale A.G. per il reato di “Omessa dichiarazione” avendo superato la soglia di 50.000 euro di imposte evase. La Procura della Repubblica di Forlì, nella persona della Dott.ssa Francesca Rago, sostituto procuratore, ha già concluso le indagini preliminari e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Sebbene tale fenomeno, alla stregua dell’evasione nonché dell’elusione fiscale, venga attuato con modalità che possono variare da caso a caso, perfezionandosi e divenendo progressivamente sempre più complesse e sofisticate, le stesse non sono sfuggite alla rilevazione della Guardia di Finanza, quale Corpo di polizia volto al presidio della legalità economico-finanziaria, posto a tutela dei contribuenti onesti, delle imprese rispettose delle regole nonché di una sana e leale concorrenza del mercato.


