
Cecilia Laschi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, ha scelto il polpo come modello per realizzate il primo robot “soffice”; Barbara Mazzolai, che coordina il Centro di Micro-BioRobotica dell’Iit a Pontedera (Pisa), è responsabile del progetto Plantoide, il primo robot al mondo ispirato alle piante. Le 25 donne della robotica “sono state scelte per la pura genialità che hanno dovuto dimostrare per arrivare al top del loro settore” hanno spiegato i responsabili di RoboHub. “La robotica è una disciplina affascinante per la sua interdisciplinarità e per l’opportunità che offre nell’affrontare importanti sfide scientifiche e tecnologiche e, allo stesso tempo, sviluppare applicazioni che rispondono a esigenze sociali ed economiche”, osserva Laschi. Cosa ancora più vera per la biorobotica: “I robot soft, realizzati con materiali morbidi, rappresentano una vera rivoluzione”. Per Mazzolai “tradurre i principi che consentono alle piante di muoversi e percepire l’ambiente in un robot autonomo in grado di monitorare la qualità del suolo è una delle recenti sfide che ci siamo posti”.


