
Cambiare un colore, scurire o schiarire un volto presente in una fotografia sono soltanto degli aggiustamento formali e legittimi o sono delle modifiche che vanno ad incidere sul significato delle immagini? E nel caso di un’immagine destinata a veicolare un’informazione, come per il fotogiornalismo, le modifiche non alterano in qualche modo anche la notizia che si vuole fornire ai lettori? I colori, in definitiva, sono forma o contenuto? A queste domande cerca di rispondere Michele Smargiassi, spiegando che nella prassi redazionale gli interventi sui toni, i contrasti, i colori non sembrano essere comunemente percepiti come alterazioni del contenuto informativo di un’immagine. Sembrano riguardare solo le scelte di linguaggio con cui le informazioni vengono comunicate. Sembra che non sia avvertito il rapporto stretto fra la fotografia come genere giornalistico e la fotografia come campo retorico. Lo stile – prosegue Smargiassi – è considerato, anche nel giornalismo, una scelta di accento, magari discutibile sul piano del gusto, ma senza troppa rilevanza sul piano dell’etica della professione, e comunque inevitabile: non c’è discorso senza elocutio. Il colore è oggi la risorsa retorica che con ogni evidenza, direi con sfrontatezza, viene chiamata in causa dai fotografi per conferire ai propri lavori una riconoscibilità e uno stile.
La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta web collegandosi al sito www.fondazionesancarlo.it. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente sullo stesso sito, da cui potrà essere scaricata gratuitamente. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni gode dell’accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (DM 18 luglio 2005).


