
D’ora in poi, quindi, non sarà più possibile per i professionisti sanitari che lavorano nelle tre aziende del territorio provinciale – Ausl di Modena, con l’ospedale di Baggiovara, Policlinico di Modena e l’ospedale di Sassuolo – visualizzare i dati sanitari dei propri pazienti prodotti nelle aziende diverse da quella ove lavorano, perché tecnicamente i sistemi informatici ospedalieri devono essere separati a tutela della privacy.
«La sanità modenese – ha affermato Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Conferenza – ha compiuto uno sforzo enorme in questi anni per avere uno strumento informativo in grado di condividere in tempo reale dati e precedenti clinici, una opportunità fondamentale e innovativa per garantire diagnosi e cure tempestive nell’interesse dei pazienti. La consultazione dei dati sanitari è strumento di grande rilevanza soprattutto nei casi in cui il paziente incosciente non è in grado di fornire informazioni della sua storia sanitaria».
L’unico strumento disponibile ritenuto legittimo per la condivisione dei dati clinici sarebbe il Fascicolo sanitario elettronico, «uno strumento che allo stato attuale – aggiunge Muzzarelli – non risulta ancora completamente implementato».
La Conferenza, quindi, sollecita e sostiene l’azione delle Aziende e della Regione allo scopo di individuare tempestivamente una soluzione al problema.


