
Un’iniziativa che riprende e rafforza l’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini nel corso dell’Assemblea nazionale di Confindustria, dove è stato evidenziato il rischio concreto di compromettere la competitività del sistema industriale italiano ed europeo attraverso costi energetici e oneri ambientali non sostenibili.
Una preoccupazione che, sottolineano i sindaci, non riguarda soltanto il sistema produttivo ma anche il mondo del lavoro. Negli ultimi mesi anche le organizzazioni sindacali del territorio hanno infatti espresso forte attenzione per i segnali di rallentamento del comparto, l’aumento del ricorso alla cassa integrazione e le possibili ricadute occupazionali e sociali legate alla crisi energetica e all’incertezza normativa europea.
Il distretto ceramico di Sassuolo rappresenta l’87% della produzione nazionale del settore, con oltre 14 mila lavoratori diretti e circa 40 mila persone coinvolte considerando l’intera filiera tra indotto, servizi, logistica e subfornitura. Un patrimonio industriale e sociale che oggi, spiegano i sindaci, rischia di essere penalizzato da un sistema ETS applicato senza correttivi adeguati per i settori hard-to-abate come la ceramica, dove non esistono ancora alternative tecnologicamente mature al gas naturale.
I due sindaci chiedono una posizione italiana forte in sede europea, con la sospensione temporanea dell’ETS per il settore ceramico fino alla definizione di strumenti realmente sostenibili, ambientalmente compatibili e competitivi rispetto ai competitor extra-europei.
“Da mesi stiamo portando questa battaglia – sottolinea il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – in tutte le sedi istituzionali, italiane ed europee, perché non riguarda soltanto il nostro territorio ma il futuro industriale del Paese. A marzo siamo tornati a Bruxelles insieme ai sindaci del distretto ceramico spagnolo di Castellón e alla Regione Emilia-Romagna per chiedere all’Europa un cambio di rotta immediato sul sistema ETS. Oggi quella richiesta diventa ancora più urgente. Le nostre imprese sono già tra le più sostenibili al mondo, ma continuano a subire una competizione profondamente squilibrata rispetto ai produttori extra-europei. Per questo abbiamo scritto alla Presidente Meloni e alla segretaria Schlein: serve una risposta di sistema Paese, capace di unire Governo, politica, territori, organizzazioni sindacali e istituzioni europee nella difesa di una filiera strategica per l’Italia”.
“La preoccupazione – aggiunge il Sindaco di Fiorano Modenese Marco Biagini – riguarda prima di tutto le persone. Dietro ai numeri del distretto ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori, famiglie, attività economiche e comunità che dipendono dalla salute del comparto ceramico. In un momento in cui si registrano già segnali di difficoltà e il ritorno della cassa integrazione in alcune aziende, non possiamo permetterci una crisi energetica e occupazionale che avrebbe conseguenze pesantissime sul tessuto sociale del territorio. Difendere la ceramica oggi significa difendere il lavoro, la coesione sociale e il futuro delle nostre comunità”.
Nella lettera, i sindaci sottolineano inoltre il rischio che l’attuale impianto ETS produca un effetto opposto rispetto agli obiettivi ambientali europei, favorendo la delocalizzazione verso Paesi con standard ambientali inferiori e maggiori emissioni complessive.
L’appello rivolto alla politica nazionale, quindi, è quello di sostenere con determinazione, nelle sedi europee competenti, misure correttive e compensative per un comparto considerato strategico per l’economia italiana e per la tenuta occupazionale di un intero territorio.


