
Organizzata dall’asd Nuoto Sub Modena Bruno Loschi, realtà storica fondata nel 1962 e affiliata a Fipsas e Coni, la Pinnuotata è stata presentata oggi in conferenza stampa dall’assessore allo Sport Andrea Bortolamasi, Laura Di Fabio, Davide Magri e Mirko Luppi in rappresentanza della Bruno Loschi, il presidente delle Dogali Paolo Belluzzi, la neuropsichiatra Angela Russo, la presidente di Uisp Modena Vera Tavoni ed Ehsan Esteki, titolare Eetech, main sponsor della manifestazione.
La Pinnuotata è cresciuta negli anni fino a diventare un punto di riferimento stabile per la disciplina. La sua unicità è legata anche al contesto: una vasca all’aperto da 50 metri, veloce e tecnica, che rende la gara un’esperienza particolarmente apprezzata dagli atleti, richiamando partecipanti da tutta Italia e dall’estero. Per molti atleti rappresenta un passaggio decisivo della stagione, tappa del campionato regionale e ultima occasione utile per ottenere i tempi di qualificazione ai campionati italiani.
Nel tempo la manifestazione ha visto alternarsi generazioni di atleti di altissimo livello, inclusi campioni ancora oggi detentori di record mondiali, consolidando un prestigio che va ben oltre i confini locali. Ma se la dimensione sportiva resta centrale, è soprattutto negli ultimi anni che la Pinnuotata ha rafforzato la propria vocazione più profonda: quella di essere un laboratorio concreto di inclusione.
All’interno della manifestazione ha infatti trovato spazio crescente il movimento paralimpico, sostenuto da un lavoro quotidiano costruito nelle stesse piscine Dogali. Qui sono cresciuti atleti di altissimo livello, come Alice Benelli, pluricampionessa mondiale con nove titoli iridati, insieme a tanti altri ragazzi che hanno intrapreso un percorso sportivo grazie a progetti sviluppati in sinergia con la Neuropsichiatria e con Uisp. In questo contesto la gara non è mai un punto di arrivo, ma uno strumento: un’occasione per consolidare relazioni, allenare la continuità, costruire autonomia e integrazione reale all’interno di gruppi misti.
Un approccio che si fonda su competenze specifiche e su uno staff formato nel tempo, capace di valorizzare le differenze senza semplificarle, costruendo percorsi su misura che permettono a ciascuno di esprimere al meglio le proprie potenzialità. È così che, anno dopo anno, un progetto nato quasi come sperimentazione è diventato una realtà strutturata, capace di coinvolgere decine di bambini e ragazzi e di generare un movimento regionale sempre più attivo e partecipe, per il quale la Pinnuotata rappresenta ormai un appuntamento atteso e significativo.
La manifestazione diventa così il punto di convergenza di un intero anno di lavoro: allenamenti, relazioni, sfide quotidiane e piccoli grandi traguardi che trovano nella competizione una forma di espressione condivisa. Un risultato reso possibile anche grazie al sostegno di istituzioni e partner che hanno creduto nel progetto, contribuendo a rafforzarne continuità e qualità, e al lavoro instancabile dei volontari, vera anima dell’associazione.


