Il Consiglio comunale di Carpi ha approvato il Patto di sindacato tra i soci pubblici di Aimag SpA. La delibera, presentata dal sindaco Riccardo Righi nella seduta di giovedì 21 maggio, ha ottenuto il voto favorevole del sindaco, Partito Democratico, AVS – Alleanza Verdi e Sinistra, e della consigliera Anna Freschetti di Carpi a Colori; l’astensione di Forza Italia e del consigliere Giorgio Verrini di Carpi a Colori, mentre Fratelli d’Italia e Lega Carpi non hanno partecipato al voto. Contrario il voto della consigliera Monica Medici di Carpi Civica.

“Quello approvato è il risultato di un lavoro lungo e condiviso tra 21 amministrazioni dei Comuni soci, che in questi mesi hanno saputo confrontarsi con serietà e spirito unitario – ha dichiarato il sindaco Riccardo Righi –. Anche in assenza di un Patto formalmente costituito, i Comuni soci si sono già mossi come una maggioranza pubblica coesa, assumendo decisioni in modo trasparente e coordinato. Questo documento rafforza ulteriormente la capacità di fare sintesi e di esercitare insieme un ruolo di indirizzo sulla società. Fondamentale è stato anche il contributo arrivato dalla commissione consiliare del nostro ente – ha aggiunto Righi –. Le osservazioni e le proposte emerse durante il confronto sono state portate all’attenzione degli altri Comuni e hanno contribuito a migliorare il testo finale. È un segnale importante di lavoro istituzionale condiviso.”
Il Patto di Sindacato azionario di voto tra i 21 Comuni soci, in applicazione di quanto stabilito dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, ha l’obiettivo di consentire ai soci pubblici di esprimersi in modo unitario nelle assemblee della società, rafforzando il ruolo di vigilanza e controllo pubblico sulla governance aziendale.
Con la sottoscrizione del Patto, i Comuni aderenti si impegnano a esercitare in maniera coordinata le funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo sull’operato della società e dei suoi organi amministrativi e gestionali, con l’obiettivo di tutelarne il valore patrimoniale e orientarne le politiche industriali nell’interesse dello sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio.
Il Patto prevede che tutti i soci pubblici aderenti vincolino in sindacato di voto le azioni possedute e quelle eventualmente acquisite in futuro. Le decisioni vengono assunte all’interno della Direzione del Patto, composta dai sindaci o da loro delegati, che partecipano a titolo gratuito. Una volta approvate, le decisioni diventano vincolanti per tutti i soci aderenti, che sono tenuti a esprimere in assemblea il voto concordato.
Perché una decisione sia approvata è prevista una maggioranza qualificata del 65% delle quote pubbliche aderenti al Patto. Per le materie strategiche, come modifiche statutarie, operazioni straordinarie o modifiche al Patto stesso, tale soglia non può mai essere abbassata, mentre per le materie ordinarie sono previsti meccanismi successivi per evitare situazioni di stallo decisionale.
Il Patto stabilisce inoltre che il Consiglio di Amministrazione della società sia composto da cinque membri, di cui quattro espressi dalla componente pubblica e uno proposto dai soci privati, comunque sottoposto all’approvazione della Direzione del Patto. Vengono inoltre definite la composizione del Collegio sindacale, le modalità di coordinamento tra i soci aderenti e le sanzioni previste in caso di violazione del sindacato di voto.
Il documento avrà durata quinquennale, con possibilità di rinnovo previa approvazione dei rispettivi consigli comunali.
“Il Patto di sindacato è uno strumento di coordinamento tra i soci pubblici, ma il punto centrale è come attraverso questo strumento si costruisca l’indirizzo che si vuole dare l’azienda. È lì che si esercita davvero il ruolo del pubblico: nella capacità dei Comuni di definire insieme le scelte strategiche e la governance della società nell’interesse delle comunità che rappresentiamo.” conclude il Sindaco.

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