
L’iniziativa rientra nel progetto “Mobilità Sicura” di Città metropolitana e Comune di Bologna, promosso da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in collaborazione con UPI, con il sostegno del Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
La campagna parla il linguaggio delle nuove generazioni perché è stata pensata, costruita e raccontata dalle stesse: il risultato è una vera e propria produzione discografica collettiva e una campagna di comunicazione visiva, selezionata tra i concept proposti dalle classi stesse.
La musica è stata curata da Eric Koci, Leone Ferrari, Niksa Gurioli, Giorgio Maldini, Stefano Cozzo, Leonardo Guidi e Nicholas Guz Sciarappa. Testo di: Aurora Saccà, Michele Spinabelli, Leone Ferrari, Eric Koci e Erica Rubinetti.
Il messaggio scelto per la campagna di comunicazione è diretto, essenziale, senza filtri: “Corri, guida, muori”. La campagna di affissione ora visibile a Bologna è multisoggetto: tre parole per soggetto, tre comportamenti scorretti, potenzialmente fatali: la velocità, la distrazione e l’abuso di alcolici.
Il progetto ha previsto incontri e laboratori di educazione stradale guidati dalla Fondazione Michele Scarponi insieme all’agenzia di comunicazione Sottosopra ed è parte delle azioni di educazione stradale previste dal PIMES, Piano Integrato Metropolitano Sicurezza Stradale.
Il peso di una vita – testo completo
Guardo l’ora sul quadrante, tempo fermo in un istante
Salto nel vuoto, il fuoco scotta, tutto quanto è saltante.
Uno sbaglio, un abbaglio, destino già segnato
C’ero io su quel sedile, ma il domani è trapassato.
Troppa fretta nella foga, sangue freddo che mi affoga
Anima in bilico, panico clinico, il cuore si deroga
Sono affacciato al balcone, ossessione in prigione
Il talento si disperde in questa pessima visione.
Il peso di una vita sopra la mia coscienza
Ho perso la partita per la mia impazienza
Non guardo indietro perché ho troppa diffidenza
Il mio nome sulla cronaca, è fredda la sentenza.
Restiamo qui.
In un portale.
L’amore muore
E fa male
È tutto un crollo e
Un peso al cuore
Ma il mio mondo finisce qui
L’auto è un’arma carica, la guidi come una pistola
Colpisci all’improvviso, la voce si ferma in gola
Un passo, un messaggio, la vita che sì vola
Un pedone, un dolore, una strada che resta sola.
E non conta più niente quel bambino di anni fa
Stringimi forte mamma, prima che il buio verrà.
Lancette ferme sul quadrante, è un’eclissi di momenti
Sento il metallo che stride, i sogni diventano frammenti
Non è uno sbaglio, è un abisso, un battito di ciglia
E la mia vita che correva ora è cenere e bottiglia.
Avevo il sangue che bolliva, puntavo alla vittoria
Ma ho bruciato il domani scrivendo una tragica storia
Affacciato a ‘sto balcone, la mia ossessione mi divora
Il talento cade a terra e la colpa mi perfora.
È un macigno sulla schiena, è un’assenza di coscienza
Ho venduto il paradiso per un grammo d’incoscienza
Piede sul freno ma il colpo è di scena, la vita si sgrana, la morte è catena,
ho il sangue che freme, la colpa che preme, restiamo nel fango a marcire insieme.
È un lampo, un impatto, ho infranto ogni patto, il cuore è un detrito, il cranio è distratto,
non vedi che scatto? Mi perdo nel fatto, la strada mi mangia, mi sento un astratto.
È un crono che corre, la torre che crolla, la folla che urla, la mente che molla
la vita è una sola, si ferma in gola, un bacio, un messaggio, la fine alla scuola.
Non c’è più lo spazio, non c’è più il tempo, divento silenzio, divento tormento,
un urto, un lamento, un freddo momento, respiro l’asfalto, mi sento uno spento!
Restiamo qui.
In un portale.
L’amore muore
E fa male
Tutto un crollo e
Un peso al cuore
Ma il mio mondo finisce qui


