
Il poliziotto, che si trovava nella tarda mattinata in quel negozio per commissioni personali, ha notato l’atteggiamento sospetto delle due donne. Le stesse, fingendosi non udenti e utilizzando gesti e suoni monosillabici, tentavano di impietosire i clienti, esibendo una falsa raccolta firme per l’apertura di un centro internazionale per bambini poveri e disabili.
Attraverso questa messinscena, le truffatrici sono riuscite a raggirare due uomini, cognati tra loro, convincendoli a consegnare del denaro. In particolare, dopo aver rifiutato un’offerta iniziale di 5 euro, specificando polemicamente la cifra di 20 euro come soglia minima della donazione, le donne sono riuscite a ottenere una banconota da 50 euro.
Il poliziotto, dopo aver osservato lo scambio e aver sentito le donne parlare chiaramente tra loro una volta allontanatesi dalle vittime, ha deciso di intervenire qualificandosi. Nonostante un’iniziale resistenza e il tentativo di occultare i documenti e il materiale utilizzato per il raggiro, le due donne sono state identificate e condotte presso gli uffici della Questura con l’ausilio di una pattuglia della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Dagli accertamenti è emerso che entrambe vantavano numerosi precedenti e condanne per reati contro il patrimonio. A carico delle due gravava, inoltre, un divieto di ritorno nel Comune di Rovigo emesso nel marzo 2026.
Al termine delle attività, la somma sottratta è stata restituita ai legittimi proprietari, mentre le indagate sono state deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.


