
La metamorfosi del Denim: dal rifiuto all’outfit iconico
Il cuore pulsante dell’iniziativa è stata la reinterpretazione creativa del jeans usato. Gli studenti, sfidando le convenzioni della moda tradizionale, hanno lavorato sul concetto di reimpiego totale. Vecchi pantaloni logori, scarti di magazzino e capi destinati allo smaltimento sono stati letteralmente smontati e ricostruiti, dando vita a una metamorfosi tessile sorprendente.
In passerella hanno sfilato creazioni uniche: jeans che si trasformano in gonne strutturate, soprabiti eleganti nati dall’unione di più gambali, e corpetti rigidi che giocano con le diverse sfumature dell’indaco. Grande enfasi è stata posta sull’estetica dei lavaggi differenti: il contrasto tra denim stone washed, scuro o delavé è stato utilizzato come una tavolozza pittorica per creare motivi geometrici e texture materiche di grande impatto visivo.
Un Team d’eccellenza per una didattica innovativa
Il successo del progetto è frutto di un intenso lavoro corale. Gli studenti sono stati guidati con passione e competenza dalle Professoresse Simona Messori e Roberta Giannini, che hanno curato la direzione creativa e tecnica. Fondamentale è stato il supporto strategico e operativo di tutto il team moda, composto dai docenti Laura Mascolo e Matteo Bellelli, che hanno coadiuvato i ragazzi in ogni fase della realizzazione, dal disegno del figurino alla confezione finale.
Voci dalle Istituzioni e dal Territorio
L’evento ha raccolto il plauso delle autorità locali. Elena Ferrari, Dirigente del Chierici, ha parlato di “rigenerazione a tutto tondo: quella dei nostri ragazzi, che crescono attraverso l’arte, e quella dello spazio urbano del Tecnopolo, luogo simbolo di una città”.
La Vicepresidente della Provincia, Francesca Bedogni, ha espresso profonda ammirazione: “Il Chierici è una scuola straordinaria che sa connettere il mondo interno della didattica con quello esterno della società. Questi studenti sono la nostra speranza verso un futuro migliore”. L’Assessore Davide Prandi ha aggiunto che i valori di democrazia e saper fare espressi dal progetto sono “caratterizzanti della nostra città”.
Sul fronte produttivo, Stefano Olmi (Responsabile Moda Confindustria) ha sottolineato l’urgenza di un ricambio generazionale che porti nuova linfa e sensibilità nelle aziende, mentre Denis Bedeschi (Titolare Crisden) ha riflettuto sul futuro del Made in Italy, sempre più legato a una coscienza ecologica d’avanguardia.
L’Orizzonte Europeo: Artforward continua
In chiusura, Paola Panciroli, referente dell’area Europa e anima organizzativa dell’evento in collaborazione con la Provincia, ha tracciato il bilancio delle attività Erasmus. “I nostri progetti partono da bisogni didattici reali e sono pensati per avere una ricaduta concreta sugli studenti”, ha dichiarato. Le collaborazioni internazionali di quest’anno, che hanno toccato Bordeaux e Copenaghen, proseguiranno con slancio: il concorso per il prossimo anno è già stato lanciato, promettendo di portare ancora una volta la creatività di Reggio Emilia nel cuore dell’Europa.


