
I contributi verranno assegnati dalla Regione tramite un apposito bando, approvato dalla Giunta. Si tratta, nello specifico, di risorse che Snam Fsru Italia ha trasferito all’ente di viale Aldo Moro come misure di compensazione per il settore della pesca e dell’acquacoltura, in seguito alla realizzazione del progetto della nave rigassificatrice Singapore, ormeggiata nel porto di Ravenna. Risorse previste dal decreto del presidente della Regione (n. 1 del 2024) in qualità di Commissario straordinario.
“Quest’intervento di sostegno- afferma l’assessore regionale ad Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi- rappresenta un segnale importante di attenzione verso il mondo della pesca e dell’acquacoltura, comparti che più di altri possono risentire delle grandi opere infrastrutturali sul territorio. Grazie al contributo di Snam e al lavoro della Regione, intendiamo sostenere progetti concreti per la tutela della biodiversità marina, per rafforzare la competitività e sostenere il reddito delle nostre imprese, accompagnandole in un percorso di sviluppo sostenibile”.
L’assessore Mammi si rivolge poi alla Direzione generale pesca marittima e acquacoltura del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) per richiedere una redistribuzione a tutti i pescatori delle realtà marinare italiane e, in particolare, del Medio e Alto Adriatico delle quote di pesca di tonno rosso. In pochi anni, infatti, l’Alto Adriatico è tornato ad essere popolato in grande quantità dal tonno rosso, al punto di definire l’Adriatico “nursery del tonno rosso”. Questo ripopolamento così repentino ha già indotto biologi e studiosi a considerare la possibilità di autorizzare un ulteriore aumento della quota nazionale di circa il 20%.
“Ho chiesto alla Direzione pesca del Ministero- ricorda Mammi- di valutare la decisione di attribuire almeno l’80% della quota incrementale di tonno rosso risalente al 2024 alla quota indivisa. In più occasioni, anche nell’ambito del Distretto del Nord Adriatico che riunisce le Regioni Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, e di cui sono attualmente coordinatore, ci siamo pronunciati a favore della richiesta di redistribuzione delle quote di pesca del tonno rosso. È necessario e opportuno- sottolinea l’assessore- dare seguito alla Raccomandazione Iccat n. 18-02 (a oggi rimasta inattuata) che prevede la necessità di un piano di gestione per il tonno rosso, nell’ambito del quale è stabilito che operino piccoli pescherecci a carattere costiero/locale; ad essi deve essere attribuita una quota specifica”.
Le risorse a disposizione
Le risorse sono suddivise su tre linee: la A è per la pesca professionale (esclusa la piccola pesca costiera) e può contare su 300mila euro di contributi; la B è per l’acquacoltura sostenibile in acque marine (ad esclusione della pescicoltura e della venericoltura), con altri 300mila euro; la C è per la piccola pesca costiera, con 400mila euro.
Potranno presentare domanda le imprese ittiche di pesca (armatori, imprese individuali o societarie, cooperative, consorzi) operanti in Emilia-Romagna e le imprese ittiche di acquacoltura marina titolari di concessioni demaniali per impianti di allevamento mitili (ad esclusione della venericoltura) attive sempre sul territorio regionale. Gli aiuti verranno concessi in regime “de minimis” e saranno vincolati alle finalità indicate dalla legge regionale 8 del 2025 (“Interventi straordinari a sostegno del settore della pesca e dell’acquacoltura”).
Le domande per la richiesta dell’aiuto dovranno essere presentate dalle imprese entro il 30 giugno 2026 e dovrà essere trasmessa esclusivamente tramite Pec all’indirizzo territoriorurale@postacert.regione.emilia-romagna.it.


