
È questo il contenuto del podcast “Città più verdi e accoglienti. Infrastrutture verdi e blu per il benessere di cittadini e territori”, disponibile online sulla piattaforma Spreaker. Sono 21 episodi in tutto, il primo introduttivo, per narrare i dettagli e le prospettive di 20 progetti innovativi, finanziati dalla Regione attraverso i Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027, grazie al bando per la progettazione e realizzazione di infrastrutture verdi e blu in aree urbane e periurbane, con un investimento complessivo che supera i 23 milioni di euro. Rientrano nelle Operazioni di importanza strategica – Progetti Europa 27, interventi chiave della politica di coesione dell’Unione europea, che migliorano il microclima, la qualità degli spazi pubblici, la mobilità lenta e il benessere delle comunità.
“Con questo podcast comunichiamo l’idea di una regione che sceglie la natura come motore di benessere e coesione sociale – sottolinea l’assessora a Cultura, parchi e biodiversità della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni-. Investire in infrastrutture verdi e blu significa ricucire il rapporto tra i cittadini e il loro territorio, trasformando aree spesso marginali in nuovi centri di socialità e cultura, riducendo l’inquinamento, contrastando il cambiamento climatico e migliorando mobilità lenta, sostenibilità degli spazi pubblici e qualità della vita. Come dimostrano questi progetti, dalla tutela della biodiversità alla creazione di nuovi boschi urbani, la sfida climatica si vince se sappiamo coinvolgere le comunità, le scuole e le persone in percorsi partecipativi. La sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che rende le nostre città più belle, più giuste e decisamente più accoglienti.”
Dopo il primo episodio che presenta la strategia regionale per riportare la natura al centro della città, si prosegue approfondendo in ogni puntata i singoli interventi che utilizzano il “vocabolario del verde e dell’acqua” per rigenerare gli spazi urbani. Protagonisti sono i progetti che riguardano il giardino Primaro di Argenta (Fe), il lungomare di Igea Marina (Rn), il parco della Badia a Bertinoro (Fc), la riva del Po a Calendasco (Pc), il quartiere Croce di Casalecchio Reno (Bo), il parco lungo le mura e il parco della musica a Correggio (Re), l’area verde Central Bosc a Ferrara, le nuove connessioni ecologiche nell’area nord di Fidenza (Pr), l’anello verde di Gambettola (Fc), il parco Don Guanella sul lungomare di Gatteo (Fc), il parco San Francesco a Nonantola (Mo), il percorso fluviale del Rio Melo a Riccione (Rn), la rete ecosistemica di Sala Baganza (Pr), il parco della cava sul Reno e il parco della memoria a Sasso Marconi (Bo), le connessioni tra l’habitat fluviale, quello del parco regionale dei Gessi bolognesi e il contesto urbano di Ponticella a San Lazzaro di Savena (Bo) e la rete verde tra centro, fiume e campagna a Sorbolo Mezzani (Pr). A questi 16, realizzati dai Comuni, si aggiungono 4 progetti gestiti da altri Enti come quello l’Alma Mater-Università di Bologna dedicato all’orto botanico e agli spazi aperti del Campus; quello dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale con il parco delle dune come accesso al mare del porto di Ravenna; quello dell’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia centrale sull’area del torrente Rodano e sul sistema dei suoi affluenti nella parte est del Comune di Reggio Emilia; infine, l’intervento dell’Unione della Romagna Faentina su un percorso ciclo-naturalistico di oltre 35 chilometri lungo il lato sinistro del canale Naviglio Zanelli.
Alcune delle soluzioni descritte negli episodi illustrano la sostituzione dell’asfalto nelle aree di parcheggio per le auto con pavimentazione drenante, la messa a dimora di specie arboree e degli arbusti più adatti, l’utilizzo di colori caldi delle terre per le superfici orizzontali dei percorsi pedonali nei parchi, così da aiutare il controllo termo idrometrico dell’aria, la ricucitura di parti mancanti dei percorsi ciclo-pedonali, i nuovi laghetti artificiali nelle aree verdi per raccogliere le acque meteoriche, la trasformazione di aree inutilizzate in corridoi ecologici e polmoni verdi inclusivi con aiuole tematiche sensoriali e fioriture per tutti i mesi dell’anno. E ancora, i giardini della pioggia per una corretta gestione delle acque piovane grazie a nuove pavimentazioni permeabili sul suolo. Senza trascurare l’impatto sociale di queste opere, oltre la scelta tecnica e di innovazione tecnologica. Grazie a percorsi partecipativi, le nuove aree permeabili e le piste ciclabili non solo riducono l’effetto “isola di calore” e il rischio allagamenti, ma generano spazi inclusivi per lo sport, il tempo libero e la salute dei cittadini.
Il podcast è disponibile online sul sito del Programma regionale Fesr e sulla piattaforma di streaming Spreaker.


