La ricerca sanitaria in Emilia-Romagna, secondo le ultime valutazioni ministeriali e i risultati dei bandi, conferma la propria eccellenza. E guarda avanti, adottando una visione sempre più unitaria, per la costruzione di un vero e proprio ecosistema, sostenuto ogni anno dalla Regione con uno stanziamento di 6,5 milioni di euro, e caratterizzato da obiettivi condivisi, costante interscambio, coinvolgimento di discipline e attori diversi, a partire da Aziende sanitarie e ospedaliere, Irccs e Università.
La missione comune è quella di coinvolgere il maggior numero di professionisti nella condivisione di nuove competenze e conoscenze per garantire a tutti i cittadini e le cittadine equità di accesso a terapie innovative; valorizzare quindi la ricerca traslazionale per dare risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute.
L’ottima performance del sistema sanitario regionale, in tutte le sue componenti, viene ribadita dalle valutazioni ministeriali sulla Ricerca corrente 2025 dei 5 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) sul territorio regionale, che si posizionano tutti ai primissimi posti, e dal primato che emerge dai risultati del Bando Ricerca finalizzata 2024. Secondo la graduatoria appena ufficializzata, infatti, l’Emilia-Romagna si attesta al primo posto per numero di progetti finanziati candidati da Aziende sanitarie (non Irccs) e al terzo, considerando anche gli Irccs, dietro a Lombardia e Lazio (regioni nelle quali, tra l’altro, insistono 25 tra i principali Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico).
Il punto è stato fatto questa mattina, in conferenza stampa in Regione a Bologna, dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, con la partecipazione dei direttori scientifici e dei direttori generali degli Irccs e delle Aziende sanitarie e ospedaliere del territorio.
Complessivamente, ai ricercatori delle Aziende sanitarie e degli Irccs dell’Emilia-Romagna sono destinati 14.145.030 di euro di finanziamenti statali, per realizzare 35 progetti di ricerca che li vedono capofila (principal investigator), in particolare nei campi dell’oncologia, neurologia, cardiologia e dei modelli per migliorare i servizi sanitari. A questi, si aggiungono ulteriori risorse destinate agli Irccs, in qualità di partner di altri progetti risultati vincitori. Un numero rilevante di studi è guidato da giovani ricercatori e da responsabili di progetto donne.
“L’Emilia-Romagna si conferma un’eccellenza nella ricerca scientifica in ambito sanitario, grazie a un ecosistema unico fatto di competenze, innovazione e collaborazione tra istituzioni- commenta il presidente de Pascale-. Dalla valutazione ministeriale sulla ricerca corrente agli esiti dei bandi competitivi, il sistema regionale continua a distinguersi per qualità, progettualità e capacità di attrarre risorse e talenti. Un modello che valorizza il ruolo degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e delle Aziende sanitarie e ospedaliere, tutti nodi cruciali della stessa rete; un modello che mette al centro persone, conoscenza e progresso scientifico. Siamo convinti che dove si fa ricerca si curi meglio. È questa la strada che stiamo percorrendo con sempre maggiore convinzione- prosegue de Pascale- per offrire le cure più innovative ed efficaci alle nostre cittadine e ai nostri cittadini, qualsiasi sia la porta d’ingresso al Sistema sanitario regionale. Una nota di merito e soddisfazione va riservata anche ai giovani ricercatori che si sono distinti nel bando e alle tante ricercatici responsabili di progetto”.
“Siamo di fronte a dati che testimoniano la qualità del lavoro dei nostri professionisti e delle nostre professioniste. Rafforzare il Servizio sanitario regionale significa investire anche in ricerca e l’Emilia-Romagna lo fa ogni anno destinando a questa importante voce di bilancio oltre 6 milioni di euro- sottolinea l’assessore Fabi. La ricerca è e deve essere la missione di tutte le Aziende del sistema sanitario regionale, non solo degli Irccs e delle Aziende ospedaliero-universitarie: una scelta politica di grande visione che sta già dando ottimi frutti e che ci permetterà di affrontare nuove sfide. Il nostro compito ora- chiude Fabi- come già evidenziato nell’Agenda Sanità e condiviso con i sindacati, è fare in modo che vi sia sempre maggiore integrazione tra tutti gli attori, continuità nella cura lungo tutta la filiera dei percorsi dei pazienti, equità di accesso alle terapie più innovative e formazione di alto livello a tutti i futuri professionisti”.
La valutazione degli Irccs
Per quanto riguarda la Ricerca corrente 2025 promossa dagli Irccs, la valutazione viene effettuata su diversi items, riguardanti la produzione scientifica, la capacità di attrarre risorse, la complessità assistenziale, la capacità di operare in rete e il trasferimento tecnologico.
A livello nazionale, si contano in tutto 44 Irccs in una sola area tematica. In questa lista, afferiscono l’Istituto Ortopedico Rizzoli (Irccs dal 1981), l’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna, l’Istituto in Tecnologie avanzate e modelli assistenziali in Oncologia dell’Ausl di Reggio Emilia (entrambi Irccs dal 2011), e l’Irst di Meldola (Irccs dal 2012). Il Policlinico Sant’Orsola, divenuto Irccs nel 2020, appartiene invece alla lista dei pluritematici, riconosciuto come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico su due aree, oncologia e trapianti, accanto ad altri istituti d’eccellenza nel Paese.
Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna ha il più alto numero di pubblicazioni tra gli Irccs riconosciuti in sole due tematiche, con un aumento della performance scientifica del 26% rispetto all’anno precedente. È in seconda posizione, inoltre, per quanto concerne la partecipazione a Studi Clinici (dietro solo al Policlinico Gemelli di Roma) e in terza per il numero di pazienti arruolati in studi, indicatore che valorizza la capacità di proporre ai pazienti cure innovative.
L’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Ausl di Bologna è al primo posto tra gli Irccs monotematici a indirizzo neurologico per impact factor, indicatore che misura la qualità della produzione scientifica. L’incremento della performance scientifica dell’Istituto è del 24% rispetto all’anno precedente, con una crescita complessiva dei risultati dell’attività scientifica ed assistenziale pari al 17%.
L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna è il secondo per volume di finanziamenti attratti dall’estero, prevalentemente per progetti europei, a testimonianza delle competenze e infrastrutture solide oltre che di una rete di relazioni internazionali molto radicata. È anche il primo Irccs regionale per numero di pubblicazioni e per impact factor è quinto a livello nazionale.
L’Irst di Meldola è il primo degli Irccs regionali per volume di finanziamenti italiani ricevuti, terzo a livello nazionale. Il punto di eccellenza dell’Irst è nella capacità di proporre ai pazienti cure innovative, coinvolgendoli in trials clinici multicentrici: è primo (tra i 44) per numero di pazienti reclutati in studi/trial clinici e terzo per numero di trial clinici avviati da meno di 5 anni.
L’Irccs di Reggio Emilia è quinto per volume di finanziamenti europei, posizionamento di notevole rilievo, considerando le sue dimensioni ridotte rispetto ai più grandi Istituti, nonché settimo a livello nazionale (e primo regionale) per attrazione di finanziamenti competitivi da privati.
I risultati del Bando Ricerca finalizzata 2024
Considerando la classifica di tutti i destinatari istituzionali dei finanziamenti (Regioni, Irccs, ecc.), la Regione Emilia-Romagna insieme ai 5 Irccs emiliano-romagnoli si colloca in terza posizione a livello nazionale per numero di progetti finanziati, dietro solo a Lombardia e Lazio.
In Emilia-Romagna sono stati ammessi al finanziamento 35 progetti, soprattutto nei campi della ricerca clinica in oncologia, neurologia, cardiologia e modelli per migliorare i servizi sanitari, finanziati per oltre 14,1 milioni di euro, destinati ai ricercatori delle Aziende sanitarie (17 casi) e degli Irccs (18 casi). Di questi 35, 18 sono iniziative di ricerca biomedica innovativa legata all’acquisizione di nuove conoscenze (theory enhancing), i restanti 17 progetti rientrano invece nella categoria change promoting, ossia di ricerca clinico-assistenziale.
I 17 progetti che hanno come destinatario istituzionale la Regione sono stati finanziati per un totale di 6,78 milioni di euro a ricercatori delle Aziende ospedaliero-universitarie di Modena (6 progetti per 2,4 milioni), dell’Aou Parma (5 progetti per 1,98 milioni), dell’Aou di Ferrara (3 progetti per 1,35 milioni), dell’Ausl della Romagna (2 progetti per 900mila euro) e dell’Ausl di Parma (1 progetto per 128mila euro). Di questi 17 progetti, 8 sono stati presentati da giovani ricercatori under 40 e 3 da under 33; inoltre ben 11 vedono come “principal investigator” (responsabile di progetto) una donna. Un risultato complessivo, questo, che posiziona l’Emilia-Romagna al primo posto per numero di progetti finanziati candidati da Aziende sanitarie e ospedaliere (non Irccs).
I 5 Irccs emiliano-romagnoli si sono aggiudicati la vittoria con ulteriori 18 progetti, per un totale di 7,3 milioni di euro così distribuiti: Policlinico Sant’Orsola (oncologia e trapianti) 7 progetti per un importo di 2,57 milioni di euro; Reggio Emilia (oncologia) 4 progetti per 1,8 milioni; Rizzoli di Bologna (ortopedia) 4 progetti per 1,73 milioni; Irst Meldola (oncologia) 2 progetti per 800mila euro; Isn Bologna (neuroscienze) 1 progetto per 450mila euro.



