CNA e Lapam Confartigianato accolgono con favore la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026 e l’estensione della misura anche al combustibile HVO. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento risulta oggi fortemente ridimensionata dal rapido incremento dei prezzi industriali del carburante. Per le imprese dell’autotrasporto merci, infatti, la proroga non si traduce in un reale risparmio, ma in un parziale contenimento di un aggravio dei costi che resta insostenibile.
È quanto hanno evidenziato le due associazioni nel corso dell’audizione in commissione finanze al Senato sui decreti fisco e carburanti-bis sottolineando che le risorse, pari a 100 milioni, non sono sufficienti a coprire l’incremento dei costi nel trimestre che supera i 360milioni.
Inoltre, CNA e Lapam ritengono indispensabile considerare il taglio delle accise in stretta connessione con il credito d’imposta previsto dal decreto fiscale. Le due misure costituiscono un unico pacchetto di sostegno e, senza un intervento correttivo sulle criticità applicative e sulle risorse disponibili, rischiano di perdere efficacia.
Preoccupano, in particolare, i tempi di fruizione del credito, incompatibili con le esigenze di liquidità delle imprese, l’incertezza legata all’autorizzazione europea. I dati confermano la gravità della situazione: il gasolio rappresenta oggi fino al 40% dei costi operativi e gli aumenti registrati nelle ultime settimane stanno generando extra-costi annui superiori a 11.000 euro per singolo mezzo. Si aggiunge inoltre un paradosso inaccettabile: le imprese più virtuose, che hanno investito nel rinnovo delle flotte, risultano penalizzate dalla riduzione delle accise, con una diminuzione dei rimborsi sul gasolio commerciale.
CNA e Lapam Confartigianato chiedono pertanto interventi urgenti: rifinanziamento del credito d’imposta, semplificazione delle modalità di calcolo, anticipazione dei rimborsi e chiarimenti normativi sull’adeguamento automatico dei costi del carburante nei contratti di trasporto. Analoga attenzione deve essere riservata al trasporto persone non di linea, in particolare taxi e NCC, oggi esclusi dai principali strumenti di compensazione e impossibilitati a trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Senza misure rapide ed efficaci, il rischio è quello di una crisi di liquidità diffusa.
Secondo CNA e Lapam, poi, è indispensabile un attento monitoraggio sull’andamento dei costi del carburante: “Oggi – dichiarano le Associazioni – stiamo assistendo ad un calo delle quotazioni del greggio sull’ordine del 15%. Ci attendiamo che domani il prezzo dei carburanti diminuisca in modo analogo, altrimenti quella della speculazione perpetrata dalle compagnie diventa di più di un’ipotesi, giustificando così l’idea di una tassazione sugli extraprofitti”.


