
Nella maggior parte dei casi, infatti, queste truffe vengono commesse da almeno due soggetti, il basista che telefona alle potenziali vittime facendogli credere, ad esempio, che l’automobile di un parente è stata utilizzata per rapinare una gioielleria e il truffatore in trasferta che si presenta a casa di coloro che cadono nel tranello. L’intuito dei militari è stato confermato durante l’identificazione del 59enne che vestito con un abito elegante e una valigetta 24 ore, stava andando a prendere il treno.
Nel frattempo, i Carabinieri della Centrale Operativa di Imola venivano a conoscenza che un’anziana imolese di 86 anni, era stata truffata da un uomo che si era presentato a casa sua per esaminare i gioielli. Alla vista dei Carabinieri, l’uomo si è giustificato dicendo di essere venuto a Imola per cercare lavoro, ma i militari non gli hanno creduto e lo hanno accompagnato in caserma per sottoporlo a una perquisizione personale. Le operazioni di ricerca hanno consentito di trovare i seguenti gioielli in oro: due collane, quattro anelli, una spilla e un orologio, occultati in una tasca “segreta” dei pantaloni. La refurtiva è stata restituita alla signora di 86 anni che ha ringraziato i Carabinieri. Su disposizione del Pubblico Ministero di Turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, il 59enne è stato accompagnato in Tribunale per l’udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo.


