
La Chiesa reggiana, con il Vescovo, il Vicario generale e tutti i sacerdoti e i fedeli, è segnata dall’aggressione subita da don Daniele ed è vicina al confratello, figura tra le più impegnate nell’insegnamento e nel campo educativo, come attestano i messaggi di sostegno che sono pervenuti da più parti, ed insieme esprime solidarietà a don Davide Poletti, moderatore dell’unità pastorale Sacro Cuore, dove don Daniele esercita altresì il suo ministero pastorale.
Neri giorni scorsi il sacerdote sarebbe intervenuto per difendere la signora delle pulizie aggredita da un gruppo di ragazzini, e questi si sarebbero rivoltati anche contro di lui, aggredendolo e colpendolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che ora stanno indagando per identificare i responsabili.
Lontani da ogni strumentalizzazione – dichiara la Chiesa reggiana – riaffermiamo che, in momenti dove la violenza e le regole basilari della convivenza civile paiono cedere il passo alla prepotenza, solo la ricerca della pace è l’obiettivo da perseguire, come esorta Papa Leone XIV. La nostra Chiesa, in tutte le sue articolazioni, ha da sempre a cuore la città e i suoi abitanti, in particolare i più fragili e i più deboli e sente l’urgenza educativa; la missione è quella dell’ascolto, della testimonianza misericordiosa, specie verso chi ha smarrito, confidiamo non per sempre, umanità e senso della fratellanza. Il lavoro che l’unità pastorale Sacro Cuore sta svolgendo in collaborazione con i servizi sociali del territorio esprime nei fatti e nei gesti l’impegno della realtà ecclesiale per educare. L’attività degli oratori, i momenti formativi che settimanalmente vengono proposti nelle comunità, le occasioni straordinarie di crescita, di convivialità e di servizio rientrano in un orizzonte formativo nel quale la Chiesa è parte non secondaria, anzi decisamente ingaggiata. L’aggressione a don Daniele ci chiama ad un supplemento di “cuore” e di attenzione educativa.
Anche L’Unione Giuristi Cattolici Italiani di Reggio Emilia esprime piena, totale e completa solidarietà a don Daniele Moretto, in seguito all’increscioso e socialmente allarmante episodio avvenuto martedì 10 marzo presso la Parrocchia di San Giuseppe al Migliolungo, in via F.lli Rosselli, in città.
Senza voler entrare nel merito dell’accaduto su cui le forze dell’Ordine stanno indagando e la Magistratura farà chiarezza, vogliamo evidenziare il coraggio di don Daniele, intervenuto a difesa della signora che stava facendo le pulizie in parrocchia.
In adempimento della propria missione di pastore, don Daniele si è posto in prima persona a difesa dei più deboli. Pur non essendone il parroco, da quando vi risiede (Primavera 2020) don Daniele è diventato un punto di riferimento sia per la comunità cristiana di San Giuseppe sia del quartiere, nonostante sia gravato da numerosi e rilevanti incarichi a livello diocesano.
Difendere i diritti di tutti, soprattutto dei più vulnerabili, è un dovere primario di ogni persona, in base alle proprie capacità. Quindi, oltre che sul piano più squisitamente ecclesiale, risulta quindi prezioso il ruolo di grande rilevanza civica che ha avuta, ha e avrà don Daniele Moretto.
Pertanto, sia come associazione laicale ecclesiale, sia come professionisti, operatori del diritto, cristiani. Cittadini, ribadiamo la nostra prossimità e vicinanza e offriamo il nostro sostegno a don Daniele e a tutti i fedeli della parrocchia di San Giuseppe e gli abitanti del quartiere.
Pure Fabio Storchi, presidente di Ucid Reggio Emilia, interviene per esprimere la più ferma condanna per la brutale aggressione subita da don Daniele Moretto nei pressi della parrocchia di San Giuseppe in via Fratelli Rosselli: “non è solo un atto di violenza – commenta il presidente Storchi – è il sintomo di una deriva morale che non possiamo più ignorare. I dettagli emersi sulla vicenda sono inquietanti: un gruppo di giovanissimi, dopo aver preso di mira una collaboratrice della parrocchia e aver vandalizzato la sua auto, non ha esitato a scagliarsi con violenza contro il sacerdote intervenuto a sua difesa. Don Daniele ha agito come ogni buon pastore e cittadino dovrebbe fare: non si è girato dall’altra parte davanti alla sopraffazione di una donna sola” sottolinea il presidente di Ucid Reggio Emilia. Che il suo abito talare non sia riuscito a fermare la mano di questi ragazzi è il segno di un vuoto educativo e di un’assenza di rispetto per le istituzioni — civili e religiose — che deve preoccuparci profondamente.
Per Fabio Storchi, l’episodio di via Fratelli Rosselli chiama in causa l’intera comunità reggiana, dal mondo produttivo a quello educativo: “Vedere giovani, definiti comunemente ‘maranza’, agire con tale spregiudicatezza in pieno giorno suggerisce che il senso del limite è stato smarrito. Non possiamo accettare che zone della nostra città diventino ostaggio di arroganza e violenza. Solidarietà al clero e ai lavoratori: Ucid Reggio Emilia esprime vicinanza non solo a don Daniele, ma anche alla signora che stava svolgendo onestamente il proprio lavoro “la dignità della persona e del lavoro deve essere difesa in ogni contesto sempre, e specialmente nei luoghi di cura e spiritualità”. Quindi il presidente Storchi rivolge un appello alle famiglie e alle istituzioni: “come imprenditori e dirigenti cristiani crediamo che la sicurezza nasca dalla legalità, ma anche dalla cultura. Dobbiamo interrogarci su come recuperare questi ragazzi prima che il disagio si trasformi in criminalità permanente. Reggio Emilia ha radici profonde di solidarietà e coesione; questi fatti feriscono la nostra storia – conclude il presidente di UCID Reggio Emilia – Chiediamo quindi alle autorità di intervenire con determinazione per identificare i responsabili, ma chiediamo anche a tutta la società civile di alzare la guardia. La Chiesa di San Giuseppe è un presidio di bene: chi la attacca, attacca tutti noi”.


