La pandemia, l’accoglienza di migliaia di profughi ucraini in fuga dalla guerra, le alluvioni e le pesantissime ondate di maltempo degli ultimi tre anni. O ancora l’esplosione alla centrale idroelettrica di Bargi, nel Bolognese, che costò la vita a sette lavoratori, fino alla strage di capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

È dalle drammatiche esperienze maturate sul campo nel recente passato che la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto le nuove linee di indirizzo per l’organizzazione dell’intervento psicologico nei contesti di urgenza ed emergenza. Un provvedimento innovativo, il primo del genere in Italia, che ha coinvolto l’assessorato alla Sanità e le Aziende sanitarie, la Protezione civile e le Associazioni di volontariato esperte in psicologia dell’emergenza, comprese quelle del privato organizzato, e che prevede l’attivazione immediata di team territoriali di Psicologia dell’emergenza in caso di grande criticità, che si tratti di un evento singolo o di maggiore portata. Specialisti nell’assistenza a vittime, familiari e soccorritori che entrano in azione quando l’evento è ancora in corso, spesso già al suo principio, affiancandosi, in modo organizzato, alle attività di messa in sicurezza della popolazione.

I dettagli sono stati illustrati in un convegno, in Regione a Bologna, aperto dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e dalla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. L’appuntamento, che ha visto la partecipazione di centinaia di rappresentanti del mondo sanitario e sociale, ha ospitato i contributi autorevoli di Ledia Lazeri, direttrice della Salute Mentale dell’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS, e Federico Negro, rappresentante dell’ILO FSDR, organismo delle Nazioni Unite.

“Ci dotiamo di uno strumento innovativo e moderno, che pone la dimensione psicologica sempre più al centro dell’idea di salute pubblica e di assistenza- sottolinea Fabi-. La tutela del benessere mentale è forse la sfida più grande che, come servizio sanitario, abbiamo di fronte, a maggior ragione se riguarda comunità duramente colpite da drammatiche situazioni di emergenza. Abbiamo a disposizione eccezionali competenze e professionalità di altissimo livello che lavoreranno insieme, consolidando la nostra rete territoriale e ampliando la capacità di risposta dell’intero sistema sociosanitario”.

“Negli ultimi anni l’Emilia-Romagna ha affrontato emergenze enormi che hanno richiesto una risposta altamente strutturata e coordinata in ambito psicologico- spiega Rontini-. Non abbiamo voluto disperdere questo patrimonio di esperienza maturata sul campo, costruendo un modello regionale operativo e omogeneo che rappresenta un’innovazione a livello nazionale. L’assistenza psicologica ormai rappresenta un ambito centrale nelle più recenti raccomandazioni internazionali in tema di Protezione civile e l’Emilia-Romagna oggi si dota di un ulteriore strumento importante che ci aiuterà nella gestione delle prossime criticità che dovessimo affrontare”.

Dietro la necessità di un approccio integrato e sistematico alle catastrofi c’è la consapevolezza della fondamentale importanza del contributo psicologico strutturato in emergenza. Il ruolo degli specialisti diventa così parte integrante della risposta sanitaria e di assistenza messa in campo in caso di crisi e riguarda le vittime colpite dall’evento, gli eventuali sopravvissuti, le famiglie, le comunità interessate e anche gli stessi soccorritori. La dimensione psicologica, insomma, diventa una componente essenziale della sicurezza e dell’attività di protezione civile. Grazie alle numerose esperienze degli ultimi anni, la Regione può contare oggi su un livello organizzativo molto strutturato e su una rete consolidata di professionisti qualificati. Per facilitare tutto questo, è stato istituito a livello regionale, un Board di psicologia nei contesti di emergenza, che avrà il compito, contestualmente all’attivazione della funzione sanità, di favorire il coordinamento dell’intervento psicologico dal livello regionale a quello locale.

Come funziona

In caso di maxiemergenza, vengono attivati immediatamente team territoriali specializzati in Psicologia dell’emergenza: le Epe, équipe psicosociali per l’emergenza. Affiancheranno gli operatori di soccorso e di Protezione civile, garantendo assistenza alle persone colpite e ai soccorritori stessi. Ma il loro lavoro non si esaurirà con la fine dell’evento, bensì continuerà con attività di follow up, una raccolta dati fino al ripristino delle attività ordinarie nella fase post-emergenziale.

Nei prossimi mesi è previsto un percorso di coinvolgimento di tutto il territorio regionale per rendere operative le linee di indirizzo: verrà messo in atto un piano di monitoraggio per l’implementazione delle indicazioni e un programma formativo, articolato in moduli e con diversi stakeholders, che prevederà anche esercitazioni congiunte.

Un monitoraggio essenziale per garantire l’efficacia del provvedimento, dove giocherà un ruolo centrale il Board regionale che sarà il punto di riferimento stabile delle attività psicologiche in situazione critica.

Le alluvioni 2023 e 2024: l’esperienza sul campo

Solo per far fronte agli eventi di maltempo dimaggio e giugno 2023, sono stati attivati 190 psicologi sul campo, di cui 171 appartenenti alle Ausl e alle Associazioni di Protezione civile regionale. Le persone intercettate sono state 2.664, di cui 1.569 residenti nel Ravennate e 885 tra Forlì e Cesena. Circa la metà, 1.219, hanno ricevuto un intervento psicologico individuale e di gruppo, a cui vanno aggiunti 92 interventi a favore di soccorritori coinvolti nella prima e nella seconda fase dell’emergenza.

Attività ripetute anche nel 2024, con 36 psicologi messi a disposizione dalla Società italiana Psicologia dell’emergenza-SIPEM, dal Servizio psicosociale del Comitato regionale di Croce rossa italiana, da Psicologi per i Popoli e da EMDR-Italia nei territori di Lugo, Bagnacavallo, Traversara, Faenza, Forlì, Modigliana e Cotignola: 260 gli utenti intercettati tramite 262 colloqui.

Inoltre, l’Ausl Romagna ha attivato 24 specialisti formati in psicologia dell’emergenza per garantire interventi specialistici, la gestione della linea telefonica di Supporto psicologico e l’accompagnamento presso gli ambulatori di adulti e adolescenti.

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