
Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato la delibera di indirizzo che dà continuità all’iter per la demolizione dell’edificio ex 189, conosciuto dai cittadini come il “Palazzaccio”, e all’attuazione del progetto “Sassuolo la città prossima”.
L’intervento complessivo di oltre 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, è articolato in tre grandi macro-progetti integrati che interesseranno l’area ex 189, il Parco Amico e gli immobili comunali del Diamante.
Il progetto, complesso e articolato, è stato sviluppato dal Comune di Sassuolo con un team multidisciplinare coordinato da MC2 Architetti, che ha integrato progettazione urbanistica, sociale e architettonica, con una forte attenzione al paesaggio e alla sostenibilità ambientale, sia nella sistemazione degli spazi verdi sia nelle prestazioni ambientali dei nuovi edifici.
Un percorso che ha già visto sopralluoghi e incontri e che continuerà a prevedere fasi di co-progettazione con chi utilizzerà i nuovi spazi sociali, oltre a momenti di confronto con i referenti e gli utilizzatori del Parco Amico.
“Questo atto di indirizzo – sottolinea l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli – non è un passaggio dovuto dalla legge, ma una scelta politica precisa di questa Giunta. Abbiamo voluto anticipare e rendere pubblici fin da subito gli schemi progettuali, come segno di trasparenza e di condivisione con la città. Era un impegno che ci eravamo presi: dare evidenza del percorso, delle fasi e degli obiettivi, coinvolgendo chi vive e lavora in quest’area”.

- Il primo macro-intervento prevede la completa demolizione dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, del nuovo polo dei servizi sociali e della Casa delle Associazioni, che ospiterà anche il Centro Antiviolenza. Un mix volutamente aperto alla città, con spazi pubblici, sale per attività sociali e ricreative e una caffetteria sul fronte strada, per trasformare questa testata urbana affacciata sulla circonvallazione in un luogo vivo, riconoscibile e frequentato durante tutta la giornata: un vero “faro civico” per Braida e per l’intero distretto.
- Il secondo macro-progetto riguarda il trasferimento e la rifunzionalizzazione del Centro per le Famiglie (ora in uno spazio in affitto) presso gli immobili comunali del Diamante, dove oggi hanno già sede gli uffici tecnici e soprattutto i servizi sociali del Comune di Sassuolo. In questo modo si rafforzano le sinergie quotidiane tra i servizi comunali e il Centro per le Famiglie, che diventa uno spazio “ponte” tra le funzioni pubbliche, il Parco Amico e la città. Il nuovo grande ingresso, concepito come una sorta di apertura teatrale verso il parco, è pensato per aumentare l’utilizzo degli spazi, migliorare la sicurezza del lato sud del Parco Amico e offrire nuovi servizi a chi lo frequenta in tutte le stagioni, trasformando il rapporto tra edificio e spazio verde in una vera infrastruttura sociale di prossimità.
- Il terzo macro-intervento interessa la riqualificazione paesaggistica del Parco Amico, che sarà occasione anche per importanti manutenzioni straordinarie. Sono previste nuove dotazioni verdi con funzione ambientale e di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere, oltre a una migliore ridistribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni, che rappresentano da sempre il cuore delle attività del parco.
Per quanto riguarda le tempistiche, il percorso si svilupperà necessariamente su più anni: il 2026 sarà dedicato alle progettazioni nelle varie fasi previste; il 2027 vedrà l’avvio degli appalti dei lavori; i cantieri si svilupperanno progressivamente fino al 2029.
Una tempistica lunga ma necessaria per un progetto complesso, articolato su più interventi e cantieri, che deve confrontarsi con le procedure del Codice degli Appalti e con la gestione coordinata di diverse fonti di finanziamento.
In parallelo, e già a partire dai prossimi mesi grazie all’evidenza pubblica di questa delibera di indirizzo, potranno attivarsi – come previsto dalla legge urbanistica regionale – proposte di rigenerazione anche delle aree circostanti. L’Amministrazione intende favorire l’interessamento non solo di soggetti privati, ma anche istituzionali – come ad esempio per la possibile nuova sede della Guardia di Finanza – affinché l’intero comparto possa avviare un processo coordinato di riqualificazione diffusa. Un processo che sarà poi ricompreso e parte integrante dello schema strategico del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), rafforzando una visione complessiva di rigenerazione urbana.


