
Gli investigatori, dopo giorni di accertamenti, hanno fatto irruzione nell’area industriale individuata come sospetta: ciò che hanno trovato ha confermato i loro timori. Decine di metri quadrati colmi di rifiuti speciali, sostanze corrosive, contenitori industriali danneggiati e materiali chimici senza alcuna etichettatura di sicurezza. Un miscuglio potenzialmente esplosivo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sanitario.
Secondo quanto emerso, i rifiuti non erano tracciati né gestiti secondo le norme. Si trattava di un deposito improvvisato di rifiuti liquidi altamente contaminanti, stoccati senza alcuna cautela o protezione, sia all’interno sia all’esterno delle strutture, esposti alle intemperie. Una condizione che, in caso di incendio o sversamento, avrebbe potuto contaminare suolo, aria e falde acquifere, mettendo in serio pericolo lavoratori, residenti e soccorritori. Il sequestro ha impedito che le sostanze finissero nel circuito dello smaltimento illecito, un fenomeno purtroppo ancora diffuso e che rappresenta una delle principali minacce ambientali del territorio.
I rappresentanti legali delle due aziende coinvolte sono stati denunciati. Con la recente riforma della normativa ambientale, rischiano ora fino a cinque anni e mezzo di reclusione. Il fascicolo è ora nelle mani della Procura della Repubblica, che valuterà eventuali ulteriori responsabilità.
L’operazione della Polizia locale metropolitana conferma l’intensificazione dei controlli sul territorio metropolitano e mette ancora una volta in luce quanto la gestione abusiva di rifiuti chimici rappresenti una minaccia concreta per l’ambiente e la salute pubblica.



