
Le Assemblee hanno permesso di fare un quadro della situazione economica, che rimane piuttosto complessa: molte imprese hanno segnalato come l’anno in corso presenti segnali di peggioramento rispetto al 2024, con una scarsa fiducia nella ripresa economica e senza previsioni di miglioramento per il 2026.
Ma quali sono i principali punti critici sottolineati dalle imprese durante le assemblee elettive? “In primis l’alta tassazione, i costi delle materie prime, la difficoltà nel reperire personale e il costo dell’energia: avviare un’attività ormai è diventata un’”impresa” a causa della concorrenza della GDO e dell’e-commerce, degli affitti elevati e della burocrazia. Un’altra preoccupazione arriva da oltreoceano, ed è legata ai dazi imposti dall’amministrazione Trump e sulle ripercussioni sulla nostra economia” continua Poggi.
Per porre un freno a questa situazione serve semplificazione burocratica, un patto fiscale locale e regionale per bloccare le imposte per tre anni, incentivi all’assunzione di giovani e over 50, e la creazione di un laboratorio territoriale per le competenze. “E’ necessario, inoltre, stimolare i consumi con interventi nazionali e locali, sostenere la continuità delle attività, migliorare l’arredo urbano nei Comuni e pianificare eventi per valorizzare il territorio provinciale in chiave turistica”. conclude Poggi


