
La Procura di Reggio Emilia, appresa la vicenda giunta in forma anonima in Procura che ha portato di conseguenza a identificare la vittima, ha emesso una delega di indagini sulla vicenda che ha consentito di accertare, in via presuntiva, che il 45enne inviava al blogger attraverso le piattaforme social la sua faccia in una bara, la fotografia del suo campanello di casa nonché l’ordinanza cautelare cui era sottoposto che indicava la data del termine della misura, accompagnata dalla minaccia esplicita che lo andrà a cercare, ed altre minacce analoghe.
Gli esiti delle attività investigative delegate dalla Procura reggiana e confluite alla Procura Generale di Bologna hanno visto quest’ultima richiedere ed ottenere dalla quinta sezione penale della Corte d’Appello di Bologna l’aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, a cui era sottoposto il 45enne, con la misura della custodia cautelare in carcere. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire le valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.


