
Il film è il racconto della Resistenza dal punto di vista delle donne contadine emiliane attraverso gli occhi di Genoeffa, madre dei sette fratelli Cervi e figura esemplare del Novecento italiano. Il 28 dicembre 1943 i sette fratelli Cervi, partigiani emiliani, vengono fucilati al Poligono di Tiro di Reggio Emilia. A casa una madre ad aspettarli. Nel 2024 Chiara è una giovane ricercatrice giunta all’Istituto Cervi per studiare la Resistenza dal punto di vista delle donne, delle mogli che hanno combattuto al fianco dei loro mariti, delle madri che hanno visto morire i propri figli. Un giorno succede qualcosa di inaspettato. Un incontro la porterà sulle orme di quei giorni, di quella casa, di quegli spari. Spiega il regista Marco Mazzieri: “Il film racconta l’emancipazione della condizione femminile di quel tempo, racconta le donne contadine emiliane, la loro fede cristiana, la loro tenace resistenza ai soprusi subiti. Una donna che in virtù degli ideali di libertà e giustizia ha intrapreso la luminosa strada della consapevolezza: contribuendo con il suo operato alla nascita della Repubblica e dell’assemblea Costituente, fino ai valori fondanti della nostra Costituzione”.
Un secondo appuntamento di grande interesse sarà sempre al Teatro Bismantova il giorno dopo, il 4 aprile, alle ore 21: lo spettacolo “Il paese della vergogna”, di Daniele Biacchessi e i Gang. L’autore riporta sui palchi italiani un classico del teatro canzone, replicato dal 2008 in teatri, auditorium, scuole, vie, piazze più di 500 volte da cui è stato anche tratto un cd e un libro per Chiarelettere. Il racconto parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. Le prove delle stragi nazifasciste di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto nascoste nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. È l’Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi con le canzoni eseguite dal vivo dai Gang, attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni.
Afferma l’Assessore alla cultura di Castelnovo, Erica Spadaccini: “Intendiamo onorare con un calendario coinvolgente e di alto livello gli 80 anni dalla Liberazione, un momento in cui la grande Storia è passata nelle nostre terre, ed ha fortunatamente lasciato tante testimonianze esemplari che oggi è doveroso trasmettere alle giovani generazioni. La Resistenza e la Liberazione fanno parte del nostro Dna, anche intese come attenzione costante ai diritti, alla legalità, all’inclusione, ai valori che segnano il nostro impegno e la nostra capacità di essere comunità”.


