
Così l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ricorda la Giornata Mondiale del Teatro, istituita nel 1962 dall’Istituto Internazionale del Teatro (Iti) a sostegno delle arti di scena e che si celebra il 27 marzo. Ogni anno viene chiesto a un’eminente personalità del mondo del teatro o della cultura, su invito dell’ITI, di elaborare un Messaggio internazionale, le cui riflessioni sul teatro e sulla cultura della pace vengono diffuse in tutto il mondo. Per l’edizione 2025 il compito è stato affidato al regista greco Theodoros Terzopoulos, il primo messaggio fu scritto da Jean Cocteau, mentre gli italiani prescelti sono stati finora due: Luchino Visconti (1973) e Dario Fo (2013).
Terzopoulos, noto per la sua visione del teatro come rito sacro e universale e molto apprezzato anche in Italia, inizia con queste parole il suo messaggio: “Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini impoveriti, rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy?”.
“La Regione sostiene da sempre il sistema teatrale dell’Emilia-Romagna proprio perché è consapevole del ruolo che svolge nel promuovere il senso di comunità e socialità, sollecitando la creatività e il pensiero critico, senza escludere nessuno- aggiunge Allegni-. Per questo, con bandi di finanziamento, progetti di formazione e promozione, contribuiamo a garantire vitalità a una rete di teatri diffusa su tutto il territorio, che spazia dalle grandi istituzioni fino ai piccoli spazi indipendenti. E, investendo nella riqualificazione degli edifici teatrali, ci proponiamo di tutelare il patrimonio storico con l’obiettivo di renderlo fruibile e accessibile a tutte e tutti”.
Tra le esperienze sostenute dalla Regione, ad esempio, il progetto Teatro No Limits – realizzato da ATER Fondazione, che gestisce 16 teatri in regione, insieme al Centro Diego Fabbri di Forlì, in collaborazione con il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (DIT), Università di Bologna, sede Forlì, rappresenta un esempio virtuoso di sensibilizzazione, inclusione e lavoro per l’accessibilità culturale. Spicca in particolare l’esperienza del Teatro della Regina di Cattolica, dove il progetto è partito in via sperimentale nel 2017. Si tratta di un unicum in Italia, poiché è l’unico teatro che audio-descrive l’intera stagione teatrale, permettendo anche alle persone con disabilità visiva di vivere appieno l’esperienza dello spettacolo dal vivo.


