
Sono state utilizzate più tecniche per la localizzazione dei sepolti: Artva (strumento elettronico in grado di rilevare i segnali di trasmettitori indossati dalle vittime) e RECCO (tecnologia che consente di localizzare riflettori passivi inseriti nell’abbigliamento o nell’attrezzatura degli escursionisti).
Coinvolti nelle ricerche anche due Unità Cinofile SAER in formazione, che si sono addestrati per la ricerca in valanga e che sono risorse preziose e spesso determinanti insieme al personale tecnico-sanitario.
La gestione delle squadre e la mappatura dell’area di intervento ha visto la collaborazione anche dei Tecnici di Ricerca che hanno monitorato costantemente la posizione dei soccorritori sul sito valanghivo. Il trasporto delle squadre verso l’area della simulazione è stato possibile grazie alla collaborazione con il Comprensorio del Cimone, che ha permesso il trasporto delle squadre con le seggiovie per velocizzare i tempi di spostamento.
L’esercitazione ha rappresentato un’importante occasione di formazione e miglioramento per gli operatori coinvolti, confermando l’importanza della formazione continua in sinergia e collaborazione tra tutte figure coinvolte, al fine di garantire interventi tempestivi ed efficaci in situazioni di emergenza in ambiente montano.


