
Per quanto concerne la manifattura, il comparto segna il calo più accentuato registrando un -16,5% del valore del fatturato rispetto al primo semestre 2023. Nel dettaglio, tra i principali settori maggiormente rappresentati, le imprese della fabbricazione di prodotti in metallo segnano un -24,4%. Allargando all’intero comparto della meccanica (tra cui rientra oltre alla fabbricazione di prodotti in metallo anche la fabbricazione di macchinari e la riparazione, manutenzione e installazione di macchinari) si osserva un calo del 20,7%. Il comparto della moda (che comprende tessile, abbigliamento e calzature) segna un -9,1% rispetto al primo semestre 2023.
Le costruzioni risultano essere il secondo comparto con il calo di fatturato più marcato evidenziando un -6,2%. Il campione di questo settore è composto da imprese che si occupano di completamento e finitura di edifici, come posatori e imbianchini, che osservano un calo del 5,7% del fatturato, da impiantisti (installazione di impianti elettrici, idraulici, ed altri lavori di costruzione e installazione) che segnano un -6,3% e da imprese che si occupano di costruzione di edifici residenziali e non che registrano un più marcato -14,8%.
Cresce, invece, il fatturato dei servizi con differenze tra i vari settori.
I servizi alle imprese vedono crescere complessivamente il fatturato del primo semestre 2024 dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Entrando nel dettaglio tra i principali settori, le attività immobiliari segnano un -5,7% del fatturato, mentre le imprese del trasporto merci e passeggeri vedono un calo del 1,1%. Di queste però il trasporto di merci su strada (che rappresenta la maggior parte di questa tipologia di imprese) segna un +0,4%.
Tra i servizi alle persone il fatturato è cresciuto del 3%. Vi fanno parte i servizi dei parrucchieri e altri trattamenti estetici che registrano un +3,9%. Al contrario vedono un calo del 2,8% le imprese dell’assistenza sanitaria.
Il comparto alloggio e ristorazione registra complessivamente un +4,7%. Tra questi, trainano la crescita i ristoranti con un +6,9%, mentre i bar e altri esercizi simili senza cucina segnano un contenuto +1,8%.
Il settore del commercio e autoriparazione registra l’incremento maggiore di fatturato con un +7,9%, trainato dal commercio all’ingrosso (+21,4%) e dall’autoriparazione (+11,4%), mentre il commercio al dettaglio è in calo del 2,8%. Nel dettaglio si osserva una crescita del fatturato dell’11,6% nella manutenzione e riparazione di autoveicoli, gli intermediari del commercio vedono un +40,9%, mentre il commercio al dettaglio di altri prodotti in esercizi specializzati cresce dell’1,1%.
Considerando la dimensione aziendale delle imprese con dipendenti, risultano avere una crescita del fatturato soltanto le micro imprese con 1-4 dipendenti (+1,5%), che rappresentano il 67,4% del campione in esame. Al contrario, si osservano variazioni negative sia per le micro imprese con più di 5 dipendenti ma meno di 10 (-4,1%) che tra le piccole imprese con 10-49 dipendenti (-8,1%) che sono prevalentemente manifatturiere.
«L’analisi dei dati ci permette di avere un quadro ben chiaro della situazione che le nostre imprese stanno attraversando e ci permette di capire quale strada si deve intraprendere – commenta Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato –. I numeri parlano chiaro: abbiamo bisogno di sostegno, di misure concrete per invertire dei trend che, in alcuni settori come la moda e la meccanica, sono davvero preoccupanti. Non possiamo permettere che il tessuto socio economico del territorio si impoverisca di quelle micro, piccole e medie imprese che rappresentano le eccellenze dell’area e realizzano prodotti di fama internazionale. Per promuovere l’importanza del lavoro autonomo e per divulgare il valore delle piccole realtà lavorative, come associazione ci stiamo muovendo con le scuole per sensibilizzare i ragazzi e i giovani di oggi, lavoratori del domani, su quanto siano fondamentali le attività del territorio e su quanto sia necessario preservarle. Abbiamo bisogno dell’aiuto anche dei decisori politici, affinché si salvaguardino le imprese e si sostenga davvero il lavoro, fonte di ricchezza e benessere di aree intere».


