Continuano senza sosta i lavori lungo il fiume Idice, tra Molinella e Budrio, nel bolognese, nei pressi del Ponte della Motta crollato a causa dell’alluvione. Due i macro-interventi avviati subito dopo l’esondazione del 17 maggio per un totale complessivo di 32 milioni di euro, di cui uno già terminato. Nel secondo si sta proseguendo con la ricostruzione degli argini e la realizzazione di diaframmature plastiche, barriere impermeabili all’interno degli argini.

“Chiuso nel minor tempo possibile il primo macro-intervento, stiamo ora completando la ricostruzione dei rilevati degli argini- commenta Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile-. Questo è sicuramente il cantiere più complesso e oneroso attivato dopo agli eventi di maggio scorso, che hanno causato danni ingenti delle sponde arginali dell’Idice per circa 4 chilometri. Dopo aver lavorato ininterrottamente per tutta l’estate- prosegue Priolo-, riportando nel proprio letto il corso d’acqua e garantendo il deflusso estivo, si prosegue alla ricostruzione degli argini e alla loro impermeabilizzazione”.

Il primo intervento, già concluso, ha visto la risistemazione nell’alveo del corso d’acqua, la realizzazione di una prima “tura” (per la chiusura della falla) in massi e argilla lunga 115 metri e l’allargamento dell’Idice di valle per velocizzarne il deflusso.

Per quanto riguarda il secondo intervento, la ricostruzione degli argini in destra e sinistra idraulica, ha già superato ovunque la seconda banca arginale. I lavori stanno continuando con le diaframmature plastiche, che servono a impermeabilizzare gli argini e proteggere le parti non ricostruite e parzialmente danneggiate. La conclusione dei lavori sugli argini in sinistra idraulica è prevista entro fine aprile. Da fine giugno si potranno realizzare le sommità degli argini di entrambe le sponde e portare le quote a quelle originarie. Il completamento dei lavori, a oggi, è previsto nel mese di luglio.

Previsto, infine, un ulteriore stralcio di lavori da 20 milioni di euro: consentirà di “riallineare” gli argini fra i tratti ricostruiti e quelli che originariamente sono stati meno danneggiati e non hanno quindi avuto bisogno di una ricostruzione totale.

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