Dopo lo sciopero dello scorso 21 febbraio proclamato successivamente alla strage di lavoratori in un cantiere a Firenze, con la morte di 5 operai, CGIL e UIL hanno proclamato un ulteriore sciopero, questa volta “preventivo” per la giornata dell’11 aprile e inserito in un percorso generale di mobilitazione.

Drammaticamente alla vigilia di questo sciopero si è consumata l’ennesima carneficina. Questa volta presso la centrale Enel di Suviana, sull’Appennino Bolognese, con l’attuale morte di 5 lavoratori cui si aggiungono altri 2 attualmente ancora dispersi. Questa volta, però, l’omicidio si è consumato in un sito di Stato, dove i lavoratori dovrebbero sentire ancor di più la sicurezza della propria condizione di lavoro e di diritti.

L’ennesima strage che parla di appalti e subappalti, di manutenzioni e investimenti, se non mancati sicuramente ritardati, e che richiama a responsabilità prima di tutto il Governo, che dovrebbe assumere ogni comportamento volto a tutelare tutti i giorni lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini (ovviamente nell’accezione più amplia e inclusiva del termine).

E invece, dopo la strage di Firenze dal Governo non sono arrivati provvedimenti in grado di porre un argine al dramma cui ogni giorno assistiamo.

Adesso come ieri è il momento di dire basta a questa strage continua, in cui lavoratrici e lavoratori sono trattati al pari di qualsiasi fattore di produzione.

Dopo lo sciopero generale dell’intera giornata di oggi 11 aprile pretendiamo interventi concreti da parte del Governo e continueremo a rivendicare nei confronti di qualsiasi datore di lavoro, pubblico o privato che sia, investimenti in salute e sicurezza per i lavoratori. Perché deve passare chiaramente il concetto che la SICUREZZA COSTA, ma che questo costo non deve sempre essere pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Lo sciopero per i Metalmeccanici dell’Emilia Romagna è assolutamente riuscito, con migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno incrociato le braccia, bloccato le fabbriche (con picchi di adesione fino al 95%) e riempito piazze e cortei.

Tra questi, importanti le manifestazioni di Bologna, con oltre 15.000 partecipanti e la presenza, tra gli altri, di rappresentanti delle Istituzioni scesi in piazza al fianco del Sindacato di Modena, con un corteo che ha paralizzato per oltre un’ora la Via Emilia, e di Reggio Emilia, che grazie alla grande partecipazione ha permesso di trasformare un presidio in un corteo che ha bloccato la città.

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