“Quest’anno gli studenti che hanno aderito attraverso le loro scuole al progetto “In sella alla vita” sono aumentati in modo significativo, di conseguenza stanno per esaurirsi i fondi necessari per il loro trasporto e rischiamo di non riuscire a completare il ciclo di lezioni. La disponibilità dell’azienda di trasporto che ha scelto di applicare tariffe particolarmente vantaggiose non è stata sufficiente per superare la criticità emersa.” È questo il grido di allarme lanciato da Angela Ravaioli, coordinatrice dell’iniziativa che, gratuitamente, offre a bambini e ragazzi con disabilità o disagio psichico un percorso di interventi assistiti con i cavalli in grado di far scoprire una dimensione nuova della relazione con i compagni e con la natura.

Un grido che è stato raccolto dalla società di comunicazione e relazioni pubbliche Nevent che ha messo in rete le proprie conoscenze e amicizie per dar vita a una serata musicale con lo scopo di raccogliere fondi a favore del progetto. Per sottolineare le finalità dell’evento, scherzosamente, gli organizzatori si sono ispirati al film cult “The Blues Brothers” che, come molti ricorderanno, sono in missione per conto di Dio per evitare la chiusura dell’orfanotrofio nel quale sono cresciuti. Il “Concerto semiserio per una causa molto seria”, questo il titolo della serata in programma per venerdì 5 aprile al Teatro Troisi di Nonantola, avrà come protagonisti il medico – musicista Gustavo Savino con la sua band denominata per l’occasione Wild Horses composta da Matteo Dondi, batteria, Antonio Viola, chitarra, Alfredo Barbieri, basso e Gianluigi Budriesi, voce, e come guest star l’istrionico cantante e attore Lalo Cibelli.

Il progetto. “In sella alla vita”, oggi giunto alla sua quinta edizione, è nato nel 2019 da un’idea dell’Associazione Riabilitativa e Turismo Equestre “Il Paddock”, sviluppata in stretta e costante collaborazione con il Gruppo Sportivo Dilettantistico “Il Centauro”. L’iniziativa, che integra il percorso scolastico degli studenti, ha la finalità di promuovere gli interventi assistiti con cavalli rivolti a minori con disabilità delle scuole primarie e secondarie di Modena e provincia. “In sella alla vita”, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Modena e dell’Ufficio Scolastico della Regione Emilia-Romagna, ha registrato nel tempo una crescita qualitativa e quantitativa esponenziale tanto che, nell’anno scolastico 2023-2024, si prevede di arrivare a coinvolgere circa 250 giovani, il più alto numero mai raggiunto. Determinante per la riuscita dell’iniziativa, oltre alla straordinaria collaborazione degli insegnanti, anche la sensibilità e vicinanza della direzione dell’Ippodromo Ghirlandina che mette a disposizione l’area dove, bisettimanalmente, si svolgono gli “incontri ravvicinati” con i cavalli. Complessivamente sono quattro gli istruttori specializzati – Angela Ravaioli, coordinatrice dell’iniziativa, Elena Tarantoli e Francesca Montanari di Meraki e Gabriella Bellandi – che scendono in campo utilizzando altrettanti cavalli, messi a disposizione dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Meraki, altro caposaldo insostituibile di “In sella alla vita”.

“L’avvicinamento al cavallo – spiega Angela Ravaioli – è graduale e punta prima di tutto a far prendere ai giovani confidenza con gli equini che, per quanto abituati a questo tipo di situazione, possono incutere timore per la loro mole. Insieme ai ragazzi si prepara il campo, si allestiscono le attrezzature per la pulizia del pelo e degli zoccoli e, alla fine, si arriva al momento più emozionante, quando cioè si sale in sella. In tanti anni di lavoro siamo sempre riusciti a completare l’intero percorso e questo è per noi motivo di grande soddisfazione”.

Quest’anno però, come ricordato, il programma di “In sella alla vita”, rischia, paradossalmente, di non completarsi, visto l’ambito, di non fare un percorso netto, per il notevole riscontro ottenuto. “Soprattutto nel caso di scuole primarie, per favorire l’inclusione, gli insegnanti hanno creato dei gruppi più numerosi del solito in cui bambini normodotati si uniscono ai loro coetanei più fragili. Questa situazione però ci obbliga a far ricorso a servizi a pagamento e non ci consente di rivolgerci ai volontari che gratuitamente effettuano il servizio; di conseguenza, le spese di viaggio sono aumentate in modo significativo” prosegue Angela Ravaioli.

“Credo che chi ha avuto il privilegio di potersi esprimere attraverso le proprie capacità artistiche abbia il dovere di compiere gesti concreti per aiutare persone meno fortunate. Aderire a questa idea mi è parso quindi molto naturale. In più avrò l’opportunità di esibirmi per la prima volta con Gustavo Savino, persona che stimo molto e credo, non a caso, salirà sul palco per un concerto semiserio organizzato per sostenere una causa molto seria” ha commentato l’artista Lalo Cibelli.

Il concerto. Da qui l’idea del concerto che per la finalità benefica s’ispira ai Blues Brothers, in missione per conto di Dio. L’appuntamento con “Concerto semiserio per una causa molto seria” è per venerdì 5 aprile, a partire dalle 20.30, al Teatro Troisi del Comune di Nonantola che ha dato il proprio sostegno all’iniziativa. L’ingresso è ad offerta libera e quanto donato sarà raccolto direttamente dalle Associazioni che rendono possibile il progetto. Gustavo Savino con la sua band e Lalo Cibelli nella scaletta creata per l’occasione hanno inserito alcuni pezzi, a partire dalla trascinante ‘Everybody needs somebody’, che hanno reso indimenticabile il film del regista John Landis e che saranno sicuramente in grado di scaldare i cuori e far ballare il pubblico.

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