La prima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Claudia Severi, Capogruppo di Forza Italia, avente ad oggetto: “Contratti di locazione abitativa a canone concordato”.

“Premesso che – si legge nell’interrogazione – l’art.1, comma 760, della legge 160/2019 (legge di bilancio 2020) stabilisce che per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla legge n. 431/1998, l’IMU determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune è ridotta al 75%; l’ufficio tributi del Comune di Sassuolo, in merito all’applicazione dell’abbattimento dell’IMU nella misura del 25%, intende interpretare la normativa vigente in modo restrittivo e a nostro avviso rivedibile; in particolare, secondo l’interpretazione dell’ufficio tributi comunale, per ottenere la riduzione IMU tutti i contratti “agevolati” che arrivano alla scadenza dei primi 5 anni (3+2) devono essere oggetto di nuova attestazione di conformità, il ché di fatto obbliga le parti a una nuova stipula, previa disdetta per lettera raccomandata r/r del contratto sei mesi prima della sua scadenza, con conseguente rinuncia alla proroga tacita biennale. Tenuto conto che la tesi sostenuta dall’ufficio tributi trova applicazione nel solo Comune di Sassuolo, a differenza delle scelte fatte da tutti gli altri comuni del distretto ceramico e della provincia di Modena; che tutte le associazioni firmatarie degli accordi territoriali, a partire dal sindacato dei proprietari a finire sindacato degli inquilini, sollecitano l’Amministrazione ad un ravvedimento della decisone assunta sino ad oggi ; del grave pregiudizio derivante ai locatori e agli inquilini che si vedrebbero esposti agli imprevedibili esiti di nuove contrattazioni che la semplice proroga contrattuale avrebbe evitato. Considerato il grande coinvolgimento sociale che deriverebbe dall’applicazione di questa rigida e non condivisibile interpretazione; chiedo di conoscere cosa intenda fare l’amministrazione e quali siano nello specifico le motivazioni che portano a questo atteggiamento penalizzante nei confronti dei cittadini Sassolesi coinvolti in contratti a canone concordato, ai quali, dal secondo biennio, per ottenere lo sgravio fiscale verrebbe richiesta una nuova stipulazione, anziché riconoscere loro, come accade negli altri comuni, la facoltà di una semplice proroga. Quale sia in termini di minor gettito il costo dell’applicazione della norma di legge e se il medesimo sia oggetto di trasferimenti statali”.

Ha risposto il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani.

“In riferimento all’interrogazione in oggetto si comunica quanto segue: la ragione dell’interpretazione assunta dall’ufficio tributi del Comune di Sassuolo è legata necessariamente, e come sempre, al rispetto della normativa di legge applicabile al caso di specie. L’ufficio ritiene nel caso specifico che, ai fini del godimento dell’agevolazione in materia di IMU per i contratti di locazione in regime concordato, il nuovo accordo territoriale trovi applicazione non solo per i nuovi contratti conclusi successivamente allo stesso accordo, ma anche per rinnovi contrattuali connessi a contratti originariamente posti in essere in conformità al precedente accordo e che nulla incida l’attestazione di conformità a suo tempo rilasciata sul contratto di affitto originario e riferita all’accordo territoriale precedentemente vigente. La Giunta, per il tramite del Dirigente competente, intende porre formale quesito al MEF Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale sulla corretta interpretazione in materia e successivamente applicarla qualunque essa sia.

Riguardo alla richiesta di quantificazione del minor gettito nel caso di applicazione della diversa interpretazione perorata dall’istante, si precisa che non è possibile calcolarla, non potendo sapere quali contribuenti abbiano scelto di non usufruire del beneficio fiscale pur di non stipulare un nuovo contratto di affitto. A riguardo invece della richiesta avanzata di chiarire se tale minore gettito sia o meno oggetto di trasferimenti statali, si riferisce quanto segue: al momento dell’introduzione della norma, lo Stato ha quantificato un contributo a favore dei comuni in modo forfettario e parametrico. Tale contributo era ovviamente slegato dalla linea interpretativa assunta dall’ufficio e a maggior ragione non viene modificato annualmente nel caso di eventuale cambio di linea interpretativa da parte dell’ufficio stesso”.

 

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