“Un uomo mite, sempre propenso al dialogo. Un docente che amava l’insegnamento e il confronto con gli studenti ma, soprattutto, uno studioso rigoroso consapevole che l’equilibrio fissato nella Costituzione italiana richiede sempre che si evitino lacerazioni nella coesione sociale e si intervenga per ridurre con equità ogni disparità, a partire dal mondo del lavoro. Solo così si può realizzare quel processo di ammodernamento del Paese sulla base dei principi di giustizia, uguaglianza e libertà”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha ricordato oggi il professor Marco Biagi, nel ventiduesimo anniversario dell’assassinio per mano delle Brigate Rosse, avvenuto a Bologna il 19 marzo 2002.

Alla cerimonia, che si svolgerà oggi nella piazzetta a lui intitolata a Bologna, di fianco all’abitazione davanti alla quale fu ucciso, sarà presente l’assessore regionale Mauro Felicori, a rappresentare la Regione nella deposizione di una corona in ricordo.

“Marco Biagi era un autentico riformista. La sua riflessione ci ha spinto a mettere al centro del confronto e delle politiche pubbliche l’occupazione di qualità, per rispondere ai cambiamenti che stavano investendo la società italiana ed europea. Cambiamento tuttora in atto. Il Patto per il Lavoro e per il Clima- prosegue Bonaccini- che abbiamo firmato in Emilia-Romagna con tutte le parti sociali ed economiche non prescinde da questa primaria necessità di tutela e garanzia”.

“La comunità dell’Emilia-Romagna- conclude il presidente della Regione- si stringe ancora una volta alla moglie Marina Orlandi Biagi, ai figli Lorenzo e Francesco, alla sorella Francesca e a tutti i suoi cari”.

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