In occasione della Giornata nazionale dedicata ai Disturbi della Nutrizione e Alimentazione (DNA), che ogni anno ricorre il 15 marzo, l’Azienda USL di Bologna in collaborazione con il Comune organizza una giornata di aggiornamento dedicata a professionisti sanitari e al mondo della scuola per condividere i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione, affinché chi soffre di questi disturbi possa intraprendere il più precocemente possibile un percorso di cura e riabilitazione. Un convegno con Neuropsichiatri, Psichiatri, Dietisti e Medici Nutrizionisti, Psicologi, Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Medici e Pediatri di Pronto soccorso, per fare il punto sulla recente riorganizzazione dei servizi, anche in virtù del trasferimento del Centro Regionale DNA presso l’IRCCS Istituto Scienze Neurologiche di Bologna all’Ospedale Bellaria. È un impegno, quello dell’Azienda USL di Bologna, supportato e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune per coordinare l’ampia offerta territoriale (dell’Ausl, del Privato accreditato e dell’Associazionismo), facilitando la presa in carico di pazienti e famigliari.

La mattina si aprirà con i saluti istituzionali del Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna Paolo Bordon, dell’Assessore comunale al Welfare e salute, nuove cittadinanze, fragilità, anziani, disabilità Luca Rizzo Nervo, dell’Assessore comunale della Scuola Daniele Ara, del Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Paolo Pandolfi. Un monito all’importanza della prevenzione e dell’intercettazione precoce dei primi sintomi, già a partire dalle scuole primarie e/o secondarie, dagli Spazi giovani dell’Azienda USL, e dalla attività quotidiana di Medici di Medicina generale e Pediatri di Libera Scelta, in virtù dell’incremento dei casi tra i minori, con un’ulteriore diminuzione dell’età di esordio registrata negli ultimi anni.

Il convegno si compone di due sessioni: la prima approfondirà la rete dei servizi dedicati all’intercettazione, alla presa in carico, cura e riabilitazione nutrizionale; la seconda sarà un’occasione di dialogo con illustri personalità da tempo impegnati su questo tema tra cui Andrea Casadio, regista (e medico) della docuserie Fame d’amore andata in onda su RaiUno. In conclusione, non mancherà il confronto con le Associazioni di pazienti, con alcuni Consiglieri del Comune di Bologna e con la V Commissione consiliare Salute, welfare, politiche per le famiglie, la comunità e delle fragilità per cogliere quanti più spunti di riflessione da riportare nel tavolo di coprogettazione, nell’ottica di garantire la massima condivisione con l’intera comunità.

Il percorso clinico-assistenziale, recentemente rivisto dall’Azienda USL di Bologna, prevede un punto unico di accesso (indirizzo mail) a cui Medici di medicina generale, Pediatri di Libera Scelta e professionisti sanitari degli Spazi giovani possono indirizzare pazienti e cargiver in caso di sospetto di Disturbi della Nutrizione e Alimentazione. In questo setting i pazienti vengono valutati da un team multidisciplinare di professionisti che li indirizza (nel caso si rilevi DNA) ad ambulatori dedicati che a seconda dei livelli di complessità clinica, hanno sede, per i minori presso i servizi di Neuropsichiatria territoriale e il Centro Regionale DNA, per gli adulti presso l’ambulatorio DNA all’Ospedale Maggiore.

Il percorso non si esaurisce con la presa in carico dei servizi territoriali e ospedalieri, ma grazie alla lunga e proficua collaborazione con la Fondazione Gruber (Privato non profit accreditato), Bologna vanta di una più ampia offerta terapeutica ambulatoriale, semi-residenziale (centro diurno) e residenziale, vocata nello specifico alla riabilitazione nutrizionale. Nei casi acuti di scompenso metabolico-nutrizionale, sia nei pazienti pediatrici che adulti, può essere necessario ricorrere al Pronto soccorso e ad una successiva degenza, finalizzata alla stabilizzazione clinica. Qui entra in campo un particolare team (equipe di transizione), nato con l’obiettivo di facilitare il passaggio del paziente dall’ospedale al territorio e viceversa, ma anche da una struttura residenziale al domicilio, per favorire l’efficacia e l’aderenza al follow up. L’equipe di transizione è composta da due educatori professionali e due dietiste che lavorano in ospedale e sul territorio garantendo le transizioni di cura. Si tratta di un progetto innovativo per la gestione integrata degli utenti (minorenni e maggiorenni), messo recentemente in campo dall’Azienda USL di Bologna grazie al fondo nazionale sui disturbi alimentari e in via di implementazione.

Epidemiologia dei DNA e dati delle prese in carico dell’Azienda USL di Bologna nel triennio 2020-2023

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie psichiatriche ad eziologia multifattoriale caratterizzate da condotte disfunzionali dell’alimentazione, legate ad un alterato consumo del cibo, e che hanno come conseguenza un deterioramento della salute fisica, della qualità di vita e dei rapporti sociali. I DNA, in crescita nei paesi industrializzati, sono una patologia insidiosa, in particolare per l’età evolutiva: circa 1 adolescente su 10 ne è affetto, ma considerando anche i casi non ufficialmente diagnosticati, da una recente metanalisi effettuata tra studenti universitari, si stima che ne siano affetti 2 persone su 10. Fattori predisponenti sembrano essere l’obesità o la scarsa crescita infantile; l’eziopatogenesi è molto complessa: intervengono fattori genetici, ambientali, culturali e psicosociali. Sebbene i pazienti affetti siano per lo più di sesso femminile, negli ultimi anni si registra un rilevante aumento della frequenza della patologia anche per il sesso maschile e delle forme atipiche. Tra i DNA si ricordano l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, l’alimentazione incontrollata e l’ARFID un particolare disturbo in cui, a fronte di una riluttanza verso l’alimentazione, non sono però presenti le classiche dispercezioni riferibili al corpo come nelle altre patologie. Un disturbo come l’anoressia nervosa si manifesta sempre più precocemente anche in età infantile e ha una elevata incidenza di mortalità, superiore a quella di altre psicopatologie. Non sono inoltre da sottovalutare le forme atipiche nelle quali la diagnosi, talvolta tardiva, può comportare un possibile peggioramento della prognosi. I DNA spesso si associano ad altre psicopatologie quali il disturbo d’ansia, la depressione, il disturbo ossessivo compulsivo, i disturbi di personalità e il disturbo dello spettro autistico. Le complicanze mediche possono essere rilevanti e a carico di vari organi e apparati. Pertanto, la presa in carico di questi disturbi richiede l’intervento di una equipe multiprofessionale e, nelle forme più severe, è indicata la presa in carico ospedaliera con ricovero, facendo ricorso al Pronto soccorso.

A livello epidemiologico è significativo evidenziare l’impatto psicologico e l’aumento dell’incidenza dei DNA a seguito della pandemia. Il forte stress psicologico durante il periodo di lockdown ha infatti causato un aumento importante di comportamenti tipici dei disturbi alimentari: saltare i pasti, sensazione di perdita di controllo, episodi di abbuffata. La solitudine, la non frequenza scolastica, la coabitazione prolungata con i familiari, la restrizione dell’attività motoria, la modifica delle abitudini alimentari e dello stile di vita familiare hanno contribuito alle difficoltà psicologiche dei pazienti affetti da DNA. Non è un caso che l’Azienda USL di Bologna abbia registrato post pandemia un incremento delle prese in carico sia tra i minori, sia tra gli adulti.

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