Arrivati presso la sede della guardia medica di Guastalla, dopo essere stati debitamente informati dal personale sanitario circa le modalità di prenotazione e successivo accesso alla struttura gli stessi, forzando la porta esterna di accesso, hanno raggiunto i medici in servizio. Qui, con violenza verbale e minaccia, avrebbero costretto i due medici in quel momento incaricati di pubblico servizio, ad eseguire la prescrizione medica di un antibiotico, nonostante il parere contrario degli stessi. Per accedere alla guardia medica, i due hanno danneggiato la porta di accesso, rendendola inservibile.

Le successive indagini svolte dai carabinieri della stazione di Guastalla, avviate a seguito della denuncia presentata dai due medici, hanno permesso di risalire ai due presunti aggressori. Per questi motivi, con l’accusa di concorso in danneggiamento di immobile destinato ad uso pubblico, minaccia e interruzione di pubblico servizio, i Carabinieri hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia, un uomo di 60 anni e il figlio di 20, abitanti in un comune della bassa reggiana. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

Il fatto è accaduto a fine novembre dello scorso anno, quando i due congiunti sono giunti presso la sede della guardia medica di Guastalla, e dopo aver suonato il campanello esterno e preso contatti con i sanitari tramite citofonica audio visiva, venivano informati dal personale sanitario in servizio circa le modalità di prenotazione e successivo accesso alla struttura. Ma i due con forza e violenza, dopo aver forzato la porta esterna di accesso, danneggiandola e rendendola del tutto inservibile, hanno raggiunto i medici in servizio e, in concorso tra loro, mediante violenza verbale, li hanno costretti ad eseguire la prescrizione medica di un antibiotico. Dopo aver ottenuto la prescrizione i due hanno lasciato la struttura sanitaria. Formalizzata la denuncia da parte delle vittime, i militari hanno dato  avvio alle indagini, partendo dall’acquisizione delle testimonianze dei presenti al fatto e, successivamente, dopo aver sottoposto le vittime ad un apposita seduta fotografica di identificazione, riuscivano a risalire ai due uomini, acquisendo nei loro confronti elementi circa la loro presunta responsabilità, circostanza per cui venivano denunciati alla Procura reggiana.

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