
Era la sera del 23 dicembre 2023, quando i due giovani erano stati avvicinati da un gruppo di ragazzi organizzati con ruoli e compiti e costretti, davanti a minacce del tipo: “…Meglio che ci date i soldi se no finisce male…” e “Meglio che fate quello che vi dicono perché i miei amici sono teste calde…”, a consegnare quei pochi euro che avevano in tasca.
I Carabinieri hanno scoperto che durante le fasi della rapina, i presunti autori avevano agito seguendo uno schema preciso, con ruoli e compiti da action movie: il capo, deputato a dare gli ordini al gruppo, il consigliere, incaricato di proferire le minacce, il perquisitore, addetto alle operazioni di ricerca di denaro ed oggetti preziosi in possesso delle vittime e una sorta di paciere, un giovane addetto a far terminare l’azione delittuosa. Al momento dei fatti, assieme ai due 16enni rapinati, c’erano altri quattro minorenni che avevano assistito alle varie fasi dell’azione delittuosa e uno di questi era stato picchiato dal branco, ma non rapinato perché era riuscito a fuggire. Le indagini dei Carabinieri, coordinati dall’Autorità giudiziaria, hanno consentito di risalire ai presunti responsabili.


