
“Resta il fatto che un’emergenza nazionale richiede misure nazionali urgenti e consistenti” ha affermato l’assessora alla Mobilità sostenibile Alessandra Filippi, rispondendo nel Consiglio comunale di giovedì 25 gennaio a un’interrogazione del Movimento cinque stelle.
L’istanza, illustrata da Enrica Manenti, chiedeva in particolare conferma di alcune corse saltate, se da gennaio a novembre 2023 ci sono state segnalazioni di simili disservizi, se sono stati effettuati controlli e presi provvedimenti; se tra le cause ci sono anche le condizioni di lavoro”. E ancora: “perché la situazione non sia stata prevista, se sono state messe in campo azioni per la tutela delle condizioni di lavoro e se Seta preveda incentivi per gli autisti; come e quando si pensa di rendere il Tpl un servizio efficiente e tempi e risorse per la sostituzione dei vecchi mezzi”.
L’assessora Filippi ha riportato dati e informazioni fornite da Seta e da aMo “che svolge costantemente controlli anche attraverso il monitoraggio satellitare” confermando le corse saltate, che nel periodo gennaio-novembre 2023 sono pari allo 0,4 % delle programmate, a fronte di un grado di tolleranza ammesso dal Contratto di Servizio dello 0,3 (ad eccezione di quelle saltate per sciopero o causa di forza maggiore) e l’applicazione della penale di 100 euro per ognuna. Il mese più critico è stato novembre quando le corse saltate sono state più della somma dei 10 mesi precedenti, a causa del picco influenzale e aggravate dalla problematica nazionale della carenza di personale. Oltre all’aumento delle assenze dei propri autisti, Seta si è trovata a coprire turni di lavoro di diversi subaffidatari di linee extraurbane. Per fronteggiare la situazione, dal 4 dicembre è stato attuato un piano di emergenza, concordato col Comune, con riduzione temporanea e selettiva di 102 corse giornaliere che ha fatto registrare un miglioramento della situazione dal punto di vista della regolarità del servizio.
Davanti a un problema particolarmente “complicato e complesso che va al di là dei confini territoriali”, come sottolineato dall’assessora, per contrastare la carenza di conducenti e limitare il turn over, già da inizio 2022 Seta ha individuato una serie di azioni strategiche. Infatti, se fino al 2019 l’azienda riceveva ogni anno 4-500 autocandidature soprattutto dal Sud Italia da cui selezionare personale per le sostituzioni periodiche, dal 2020 si sono drasticamente ridotte a causa della minore attrattività della professione e del crescente costo della vita nel nord.
Seta ha quindi fatto ricorso a pratiche incentivanti, in particolare per fidelizzare i lavoratori con benefici economici derivanti dalla contrattazione integrativa aziendale, che integrano il Contratto collettivo nazionale e anche con migliorativi di turni e orario. Per 1.020 dipendenti è inoltre disponibile un pacchetto di servizi welfare, un piano sanitario e altri benefit. Per favorire l’inserimento di nuovi conducenti, ai neoassunti è garantito contratto di lavoro a tempo indeterminato, copertura integrale dei costi per l’acquisizione di patente D e abilitazioni professionali (valore oltre 3.500 euro) attraverso Seta Academy e, a chi proviene da fuori regione, una soluzione per sistemazioni abitative temporanee. Sono stati inoltre avviati contatti con istituzioni e associazioni per l’inserimento lavorativo di stranieri nell’ambito dei flussi d’ingresso. Per quanto riguarda la tutela degli autisti, 300 mezzi sui 380 totali sono dotati di impianto di videosorveglianza ed è stato anche siglato un Protocollo d’intesa con Forze dell’ordine e Prefettura.
“Tutte azioni che testimoniano la volontà dell’azienda di attuare ogni azione migliorativa possibile – ha rimarcato l’assessora ricordando però la necessità di provvedimenti nazionali a sostegno del settore sollecitati anche dalle associazioni Asstra, Agens e Anav: rifinanziamento e indicizzazione all’inflazione del Fondo Nazionale dei Trasport, ristoro delle perdite tariffarie levate al Covid; ristori per maggiori costi a causa del caro energia; stanziamento di risorse per accompagnare gli investimenti delle aziende”.


