Rinnovata anche per il 2024 l’esenzione del ticket per visite ed esami specialistici a favore di chi vive e lavora nei territori colpiti dal sisma 2012 in situazione di forte disagio.  Stessa esenzione, prorogata fino al 31 marzo in linea con la scadenza di validità delle autocertificazioni, per le persone, e i rispettivi familiari a carico, coinvolte in situazioni di crisi.

La Giunta regionale conferma le misure di sostegno ai cittadini in maggiore difficoltà, per i quali anche la compartecipazione alla spesa sanitaria può rappresentare un costo rilevante: è di questi giorni l’approvazione delle delibere con cui viene rinnovato il duplice impegno, che corrisponde a un mancato introito complessivo di circa 200mila euro.

“Continuiamo di anno in anno a rinnovare il sostegno concreto a chi si trova in situazioni di difficoltà e crisi economica, consapevoli che vedersi garantite queste prestazioni da parte del sistema sanitario significa avere un pensiero in meno- afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Anche in considerazione del momento storico che stiamo vivendo ci sono persone che hanno perso il lavoro, che hanno dovuto chiudere una propria attività, o che non hanno superato completamente le conseguenze economiche del terremoto del 2012. Non pagare il ticket per le prestazioni sanitarie è un piccolo aiuto, ma ha un valore simbolico per il sistema sanitario pubblico e universalistico nel quale fortemente crediamo”.

Esenzione per lavoratori e residenti nelle zone terremotate 

A seguito della proroga dello stato di emergenza per il sisma 2012 la Giunta ha approvato fino al 31 dicembre 2024 la prosecuzione degli interventi in materia di compartecipazione alla spesa per l’accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, farmaceutica e assistenza termale nei territori colpiti dal terremoto.

Nel dettaglio l’esenzione si applica alle prestazioni di natura ambulatoriale (visite ed esami specialistici) usufruite presso strutture sanitarie pubbliche e private accreditate situate sul territorio regionale, all’assistenza termale e ai farmaci di fascia C compresi nei prontuari delle Ausl territoriali e in distribuzione diretta, con modalità definite dalle singole Ausl.

L’agevolazione è a beneficio dei residenti nei Comuni terremotati che si trovano in situazioni di particolare disagio in quanto costretti a lasciare la propria abitazione, studio professionale o azienda, in seguito ad ordinanza del sindaco di inagibilità e/o sgombero dei locali, e si estende ai componenti del loro nucleo famigliare o comunque ai parenti di primo grado di persone decedute a causa del sisma e ai dipendenti di aziende che operano nei comuni colpiti, anche se non residenti in quelle zone.

Sono interessati dal provvedimento cittadini e lavoratori dei Comuni di Fabbrico, Reggiolo, Rolo, Guastalla e Luzzara in provincia di Reggio Emilia; Bastiglia, Bomporto, Bondeno, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, San Felice sul Panaro, Medolla, Mirandola, Ravarino, Novi di Modena, San Possidonio, San Prospero, Finale Emilia e  Soliera, in provincia di Modena; Ferrara, Cento, Poggio Renatico, Terre del Reno e Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara; infine Crevalcore, Pieve di Cento, Galliera e San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna.

Il provvedimento riguarda circa 700 persone, con un onere a carico del servizio sanitario regionale stimato in 50.000 euro.

Sostegno alle famiglie indigenti

Più ampia, rispetto ai cittadini dei territori interessati dal sisma, la fascia di popolazione esentata dal pagamento del ticket sanitario in quanto convolta in situazioni di crisi oppure appartenente a determinate fasce deboli. Per il momento il rinnovo dell’esenzione è prorogato fino al 31 marzo, in linea con la scadenza della validità delle autocertificazioni e in vista di un aggiornamento del quadro normativo.

Per le famiglie indigenti individuate dai Servizi sociali dei Comuni è confermata la distribuzione gratuita dei farmaci in fascia C compresi nei prontuari delle singole Ausl fino al 31 dicembre 2024.

L’onere per il mancato gettito del ticket per queste fasce di popolazione corrisponde a circa 150mila euro.

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