Grande festa a San Benedetto Val di Sambro per l’inaugurazione della rinnovata piazza che si trova tra il municipio ed il sagrato della chiesa: un intervento di ristrutturazione urbanistica in uno dei luoghi simbolo del Capoluogo per la sua centralità geografica e dei servizi.

Oltre ai tanti cittadini, alle forze dell’ordine ed alle Associazioni, sono stati presenti alla cerimonia il Parroco Don Giuseppe Bastia e gli Architetti Gaia Calamosca e Giacomo Beccari dello Studio Ciclostile di Bologna, che hanno curato il progetto e diretto i lavori di rigenerazione dell’intera area, che non è consistita nella semplice ripavimentazione dell’area, ma che ha trasformato l’intero spazio anche grazie a nuovi arredi e soprattutto nuove funzioni, restituendo alla comunità un luogo di incontro e di scambio. Per fare questo si è anche trovata una diversa collocazione ai parcheggio dei veicoli, che sono stati spostati nell’area circostante. L’opera sarà completata con l’installazione di un sistema di video sorveglianza.

I lavori hanno richiesto un investimento di 250.000 euro, in buona parte sostenuti da un finanziamento regionale di € 185.000 per il recupero delle aree centrali dei piccoli comuni, e la restante parte (pari ad € 65.000) a carico del Comune.

Come si diceva, un intervento di rigenerazione eseguito secondo un approccio progettuale indirizzato alla ricucitura del paesaggio antropico, con l’obiettivo di trasformare un luogo di passaggio in uno spazio di permanenza per la cittadinanza, uno spazio attrattivo ed interessante, capace di incentivare la riconoscibilità e di innescare dinamiche di socialità grazie all’installazione di elementi di arredo urbano e materiali che conferiscono allo spazio strada la dignità di uno spazio pubblico lineare di alta qualità.

“Per il nostro Comune è una giornata importante – sottolinea il sindaco Alessandro Santoni – perché questo intervento ci ha consentito di ridare valore, risalto, fruibilità e bellezza a questo spazio, restituendo identità ad un luogo di grande centralità naturale per la vita della comunità: la presenza del municipio, della chiesa e della caserma già di per se costituisce il centro delle attività istituzionali, attorno al quale si sviluppano le attività commerciali, altri servizi e le residenze. I nostri paesi hanno bisogno di attrarre persone ed interessi, e per farlo serve qualità: di vita, delle persone e dei luoghi. Questo intervento va a completare in termini qualità ciò che già qui è riconosciuto, ossia qualità di vita e delle persone, modificando il significato di questo spazio, per questo trasformato da semplice sito, all’essere un luogo dove entra, o meglio rientra, in gioco la vita della comunità. Personalmente ritengo che nelle Aree Interne, che stanno affrontando una nuova stagione di sviluppo locale, i progetti di rigenerazione urbana sono fondamentali quando riescono ad essere capaci di relazionarsi con le forme abituali del vivere quotidiano, con piccoli gesti che possono contribuire a migliorare la qualità della vita, modificando la percezione e le fruizione dello spazio urbano in cui vengono calati. Ed allo stesso tempo, le politiche devono saper guardare e parlare a più di una popolazione: quella residente, quella presente per frazioni del proprio tempo giornaliero, settimanale o stagionale, quella che si è trasferita altrove ma mantiene relazioni economiche, culturali e affettive assai significative, quella turistica. Questo progetto aveva l’obiettivo di abbracciare tutte queste categorie ed obiettivi, e personalmente credo ci sia riuscito.”

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