Museo Civico, la restauratrice Federica Romagnoli

Sabato 13 e domenica 14 gennaio, dalle 15 alle 19, i visitatori del Museo Civico di Modena potranno assistere a un nuovo cantiere di restauro “a vista” per il recupero dei finimenti in cuoio del sediolo (calessino) settecentesco realizzato da Antonio del Buttero che domina la Sala delle Armi del Museo. La visita è a ingresso gratuito.

Per il Museo modenese si tratta del secondo appuntamento con il restauro aperto al pubblico dopo quello che tra ottobre e novembre per l’intervento conservativo di due tavole cinquecentesche di Girolamo Comi. L’obiettivo dei cantieri a vista è coinvolgere il pubblico in attività fondamentali per il museo ma che solitamente non si vedono e non sono conosciute.

Sabato e domenica i visitatori avranno infatti la possibilità non solo di osservare dal vivo il lavoro della restauratrice Federica Romagnoli, specializzata nel restauro di opere d’arte con specifiche sui cuoi dorati e decorati, ma anche di farle domande sull’intervento in corso dedicato alla pulitura dei finimenti, al ricongiungimento delle rotture sanate in passato con graffette, al recupero della superficie danneggiata che presenta crettature, cioè increspature e arricciamenti del cuoio.

Il sediolo, detto anche calessino a posto unico, domina per le dimensioni e l’estrema raffinatezza dell’intaglio la sala delle armi del Museo Civico. Acquistato nel 1890 da Giannetto Boni, che aveva ceduto la raccolta di morsi da cavallo, è completo della predella per il palafreniere e della bardatura originale per il cavallo, oggetto del restauro. La costruzione del veicolo è attribuita all’intagliatore Antonio Luigi Del Buttero (S. Secondo di Parma 1765 – Reggio Emilia 1853), noto per aver lavorato presso la Corte estense. L’elegante struttura in faggio è arricchita da una preziosa decorazione ad intaglio con motivi di ispirazione neoclassica che suggerisce una datazione tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.

La ricca decorazione intagliata e dorata, oltre alla presenza della predella destinata al palafreniere, fanno pensare che questo sediolo fosse destinato più che alle corse, alle passeggiate o a funzioni di rappresentanza. La stessa conformazione della seduta sembra avvalorare questa ipotesi: sotto il cuscino, chiuso da un’assicella scorrevole, si trova, infatti, un vano in cui è possibile depositare oggetti di modeste dimensioni, che può quindi risultare utile in un veicolo da diporto. Il conte Luigi Francesco Valdrighi, nel suo Dizionario storico-etimologico delle contrade e spazi pubblici di Modena (1880), racconta come sin dall’inizio del Settecento buona parte del perimetro murario della città fosse praticabile in carrozza e vi si svolgesse il passeggio. L’attribuzione modenese di questo sediolo testimonia la passione cittadina per le competizioni ippiche già documentate nel Seicento.

Il Museo Civico di Modena, al terzo piano del Palazzo dei Musei in largo Porta Sant’Agostino, è aperto dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 12; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19 (per informazioni: palazzo.musei@comune.modena.it; 059 203 3125; www.museocivicomodena.it).

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