Stamattina l’Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia – Romagna, Raffaele Donini, ha visitato l’Ospedale Civile di Baggiovara l’evento di chiusura di chiusura della Scuola di Chirurgia Mininvasiva della Società Italiana di Chirurgia (SIC), guidata dalla Dottoressa Micaela Piccoli, Direttore della Chirurgia Generale, d’Urgenza e Nuove Tecnologie. L’Assessore Donini è giunto a Baggiovara verso le 12,00 e in Sala Vecchiati ha salutato i corsisti, accolto dalla Dottoressa Piccoli e dalla sua equipe.

Il 14 e il 15 dicembre sono previste le giornate finali del Corso, sempre con live surgery e per la consegna dei Diplomi. Una cerimonia a cui viene data la dovuta importanza a coronare l’impegno sia dei discenti sia dei docenti. A tale cerimonia presenzia sempre il direttore della Scuola (Dottoressa Micaela Piccoli) ed il Presidente Nazionale in carica della SIC (quest’anno Dottor Massimo Carlini).

«Quello della Scuola nazionale di Chirurgia Mininvasiva – spiega l’Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia – Romagna Raffaele Donini, – è un progetto che intendiamo sostenere e incoraggiare: lo testimonia la nostra presenza qui oggi con la Dottoressa Micaela Piccoli e tanti chirurghi sia strutturati che in formazione specialistica. Siamo qui anche con l’impegno di implementare le nostre strutture ospedaliere con le tecnologie necessarie e interventi di riqualificazione del comparto chirurgico. Per fare questo abbiamo dovuto reperire altre risorse per gli investimenti e saranno impiegate anche all’Ospedale Civile di Baggiovara. Pensiamo che questo know how e la relativa rete dei saperi che a livello nazionale si concentrano qui a Modena sia un valore per coloro i quali vengono a formarsi ma anche per i nostri ambiti professionali, per un arricchimento e un confronto maggiore».

«Il contributo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena a questa importante iniziativa – sono le parole di Ottavio Alessandro Nicastro, Direttore Sanitario dell’AOU – rappresenta un elemento di grande valore per la comunità professionale locale e anche quella nazionale, su una tematica di estrema attualità e interesse, anche in chiave  prospettica. Questa non è un’iniziativa isolata, inserendosi in un programma complessivo promosso dall’Azienda la quale ha istituito un apposito gruppo di lavoro che vuole affrontare e approfondire tutti gli aspetti correlati al management della chirurgia robotica: dall’ appropriatezza, alle tecnologie e l’uso oculato e responsabile delle risorse, alle competenze necessarie per l’esercizio della chirurgia mininvasiva e naturalmente alla formazione. Esiste un filo che unisce tutti questi ambiti finalizzato alla garanzia di qualità ed eccellenza nell’esecuzione di queste prestazioni di altissimo profilo».

La Scuola è articolata in due corsi: un primo livello definito di base (I°), e un secondo livello avanzato (II°). Entrambi i corsi risultano accreditati con il provider SIC per l’ottenimento di 50 crediti formativi ECM. La Scuola prevede quattro giornate iniziali a Baggiovara con lezioni frontali e live surgery, un tirocinio di sei mesi con un tirocinio obbligatorio in uno dei Centri qualificati di formazione della Scuola, diffusi su tutto l’ambito nazionale e con un Cadaver laboratorio facoltativo, presso l’ICLO di Verona sempre organizzato e coordinato dalla Scuola di Modena.

I partecipanti sono chirurghi in formazione, neo-specialisti e specialisti. Ogni anno a Modena giungono dagli 80 a 120 iscritti. Quest’anno sono stati registrati un totale di 82 iscritti: 46 iscritti al primo livello e 36 al secondo.

La Scuola Chirurgica di Modena è nata nel 2003 come Scuola ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) con sede al Vecchio Ospedale Civile Sant’Agostino Estense, in collaborazione con il gruppo allora guidato dal Prof. Gian Luigi Melotti, e già si era subito contraddistinta come esempio di formazione ed innovazione chirurgica, divenendo nel corso degli anni riferimento per migliaia di giovani chirurghi italiani e stranieri per la chirurgia laparoscopica. A partire dal 2005 la Scuola si trasferisce presso l’Ospedale Civile, con sede a Baggiovara, e continua la sua attività formativa, non solo sulla laparoscopia ma anche sull’allora emergente robotica. Dal 2021 diventa Scuola di riferimento nazionale della prestigiosa Società Italiana di Chirurgia. La più antica ed importante nel panorama societario chirurgico italiano ed europeo, che accoglie al suo interno tutti i chirurghi sia della componente universitaria sia ospedaliera italiana.

Quest’anno Modena festeggia, quindi, vent’anni di impegno formativo post-universitario. «E’ un anniversario particolarmente importante – ha commentato la dottoressa Micaela Piccoli, – che giunge in un momento di grave flessione delle vocazioni chirurgiche (si prevede che nei prossimi dieci anni avremo in Italia 34.000 chirurghi in meno). Tra le varie cause di questa flessione (contenzioso medico-legale, blocco del turnover, remunerazione e prospettive di carriera non congrue alla responsabilità, condizioni di lavoro non appetibili per orari, turni e stress) compare anche la formazione non adeguata. E qui entra proprio l’impegno della Scuola soprattutto sulle nuove generazioni».

La Scuola si contraddistingue per la chirurgia in diretta (Live surgery) dalle sale operatorie tecnologiche (mininvasive – robotiche e ibride) dell’ospedale Civile di Baggiovara, verso la Sala Vecchiati Multimediale. La Chirurgia Generale d’Urgenza e Nuove tecnologie, diretta dalla dott.ssa Micaela Piccoli, ha la caratteristica di disporre delle migliori apparecchiature e tecnologie: colonne laparoscopiche di ultima generazione, Robot da Vinci XI (nel tempo si sono susseguite le quattro versioni del sistema) con doppia Consolle, Sala Ibrida, tecnologia ICG (verde indocianina), devices innovativi, schermi 4K che permettono di offrire al paziente la migliore performance tecnologica presente sul mercato, messa anche a disposizione del bagaglio di formazione chirurgica di tutti gli iscritti. Riprese interne ed esterne, tecnologia 4K, visione 3D, collegamenti in zoom con i maggiori centri italiani ed europei, qualità dell’immagine elevatissima. La chirurgia in diretta rimane un importante sistema educativo. I discenti ed i docenti si confrontano e partecipano attivamente a discussioni interattive, condivisione di tecniche, di strategie e decision-making, diventando un momento di forte aggregazione e partecipazione. La live surgery si conferma come un potente strumento di formazione e apprendimento per fare chirurgia insegnando.

«Il nostro è un mestiere bellissimo ma difficile, necessita di continuo impegno, aggiornamento e la più fine competenza, e negli ultimi anni si è aperto sempre più a chirurghe donne. Quest’anno, ad esempio, abbiamo il 60% (primo livello) ed il 55% (secondo livello) di donne chirurgo tra gli iscritti alla Scuola», ha concluso la dottoressa Piccoli (anche Socia fondatrice e membro del Consiglio Direttivo di LEADS – Associazione donne leader in sanità) da sempre impegnata nella valorizzazione della componente femminile nelle discipline STEM. 

La realtà modenese ed emiliana da sempre ha contribuito al sostegno di questa grande Scuola, che risulta tale non solo grazie alle eccellenze chirurgiche, ma anche grazie ad un’eccellente squadra infermieristica, tecnica- ingegneristica ed informatica, anestesiologica, radiologica ed endoscopica.

L’appoggio e il finanziamento al SSN da parte delle Istituzioni risultano fondamentali, in un territorio che comunque supporta con importanti donazioni, credendo davvero che avere l’eccellenza vicino a casa è un bene troppo prezioso per perderlo.

 

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