Personale del Commissariato P.S. di Imola ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare, su richiesta della Procura distrettuale di Bologna, nei confronti di un cittadino algerino di 46 anni. L’uomo, senza fissa dimora e con un permesso di soggiorno per asilo politico scaduto nel giugno del 2023, è accusato dei reati di atti persecutori e lesioni personali aggravate nei confronti di una donna di origini marocchine di 47 anni.

L’ordinanza prende origine da una denuncia-querela presentata dalla donna lo scorso anno, la quale riferiva di una relazione sentimentale turbolenta con l’uomo, caratterizzata da episodi di violenza e morbosa gelosia. La vittima segnalava comportamenti violenti che creavano una situazione di “terra bruciata” intorno a lei, sia nei rapporti lavorativi che nelle relazioni interpersonali.

La prima denuncia risale al dicembre scorso, quando durante una lite l’uomo minacciava di morte la donna e danneggiava la porta d’ingresso della sua abitazione a calci. La vittima aveva successivamente ritirato le accuse ed accettato le scuse dell’uomo, tentando di ricominciare la relazione.

La situazione peggiorava tuttavia nel tempo, con il proseguire delle condotte persecutorie. La donna presentava nuovamente denuncia presso il Commissariato P.S. di Imola nella primavera di quest’anno, descrivendo episodi in cui l’uomo la seguiva per strada, la minacciava e cercava di costringerla a tornare con lui. In un caso, l’uomo arrivava ad aggredirla fisicamente con schiaffi e calci verosimilmente poiché l’aveva trovata in presenza di un uomo (il datore di lavoro), minacciando anche di recarsi dalla figlia della vittima.

In quell’occasione la donna riusciva a fuggire e chiedere aiuto in un esercizio pubblico, ma all’arrivo seppur tempestivo dei Poliziotti l’uomo aveva già fatto perdere le proprie tracce.

L’escalation delle pesanti condotte persecutorie, alcune delle quali, successive, commesse anche alla presenza dei figli minori, unito al costante timore per l’incolumità propria e per quella dei suoi figli costringevano la vittima a modificare le proprie abitudini di vita.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa anche per il concreto pericolo di reiterazione delle condotte persecutorie; esigenza cautelare che, unita alle condotte riferite dalla vittima, hanno portato a ritenere la detenzione necessaria per garantire la sicurezza della vittima e dei figli e prevenire ulteriori episodi di violenza.

L’episodio mette in luce l’importanza delle misure cautelari nel contrastare la violenza di genere e sottolinea la necessità di proteggere le vittime da situazioni di pericolo, anche quando si tratta di relazioni concluse.

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