Si stanno concludendo in questi i giorni i lavori di miglioramento sismico e di restauro conservativo del Cimitero monumentale di San Cataldo a Modena che hanno interessato, in particolare, la zona più antica della struttura, progettata dall’architetto Cesare Costa nel 1855, cioè la chiesa e i porticati a sud. Si tratta proprio dell’area oggi collegata al percorso ciclopedonale della Diagonale.

L’intervento, dal valore di 4 milioni di euro, è stato finanziato per l’intera quota con un contributo della Regione Emilia-Romagna per il ripristino post sisma, con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, con l’obiettivo di rendere la struttura più accogliente e sicura.
I lavori di consolidamento strutturale sono terminati e il cantiere è ormai smobilitato, rimangono da completare solo alcuni interventi di restauro conservativo, come hanno spiegato i tecnici durante la visita del sindaco Gian Carlo Muzzarelli con gli assessori Andrea Bosi (Lavori pubblici) e Ludovica Carla Ferrari (Servizi demografici) e i rappresentanti della ditta Paolo Balestri srl di Gaggio Montano che ha eseguito i lavori.
Le zone più antiche del cimitero monumentale sono state danneggiate dai terremoti del 1997 e del 2012, anche a causa di fragilità dovute sia alla dimensione della struttura, con l’assenza di giunti in un edificio a esteso sviluppo planimetrico, sia ai diversi processi costruttivi utilizzati durante oltre cento anni dove si sono susseguiti progetti e interventi basati su materiali e tecnologie diverse.
I lavori realizzati hanno riguardato l’apparato a volte e le colonne in serpentino, gli architravi del porticato e il muro di cinta sud, con i relativi portali di ingresso. Tra gli obiettivi tecnici quello di limitare gli spostamenti delle strutture in elevazione, riducendo le tensioni di trazione che si creano nelle volte in mattoni.
Nel sottotetto, inoltre, è stato realizzato un doppio tavolato in copertura e un cordolo metallico lungo i muri perimetrali, mentre sono stati sostituiti elementi dell’orditura in legno ammalorati. Oltre al nuovo manto di copertura è stata realizzata anche una trave reticolare metallica. La struttura è stata consolidata con fibra in acciaio, giunti sismici e nuove fondazioni e contrafforti per il muro di cinta a sud, il rimontaggio di un portale e un cordolo sommitale.
Il restauro conservativo riguarda tutti gli elementi architettonici e gli apparati decorativi relativi ai portali di accesso sul lato sud del cimitero storico e alle colonne in serpentino del porticato lato chiesa. I portali di accesso, realizzati con materiali differenti, presentavano infatti un diffuso fenomeno di disgregamento delle parti in arenaria, così come il colonnato lato chiesa e gli architravi sopra alle colonne realizzati in ofiolite.
Inaugurato nel 1773, il cimitero originario rimane in funzione fino a dopo la metà dell’800, quando prende il via l’intervento di sistemazione e potenziamento a cura dei progettisti Cesare Costa e Paolo Gaddi poi interrotto a causa della morte di Costa. La ripresa dei lavori successiva risale al 1910 e, ancora, tra il 1930 e il 1946, e a partire dagli anni ’60. Il completamento dell’impianto cimiteriale attuale avviene negli anni ’70, con il mantenimento di dimensioni e forme del progetto originario, ma con un largo utilizzo di tecnologie più attuali legate all’uso del cemento armato.

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