Con il romanzo Non dargli un nome, edito da Incontri editrice, Elena Bellei propone un reportage letterario e sentimentale sul tema delle migrazioni

È un tema urgente e tragicamente attuale quello con cui simisura la scrittrice Elena Bellei nel suo ultimo libro: il tema delle migrazioni, trattato con cura e sincera dedizione.

Frutto di un viaggio a Lampedusa e a Parigi, dove la scrittrice ha raccolto testimonianze divenute poi materia per il romanzo, Non dargli un nome ci racconta una storia coinvolgente a cui si aderisce con urgenza, benevolenza e anche speranza. E lo fa tenendo lontana la narrazione dalle connotazioni più retoriche, ponendo l’attenzione sulla dimensione più intima e umana dei protagonisti, migranti e non, e riportando le loro esperienze in modo nitido, schietto ed essenziale.

Attraverso Lucia, la protagonista, che narra in prima persona e vive la sua quotidianità di ostetrica e volontaria al centro di accoglienza di Lampedusa, l’autrice sviluppa un memoir dalla struttura complessa ma efficace, che si articola su più piani temporali e assume un carattere corale attraverso i dialoghi (a volte quasi monologhi narrativi), che allargano la prospettiva e contribuiscono alla sua autenticità.

Con una scrittura concisa e asciutta, che racconta i personaggi attraverso dialoghi assimilabili a risposte da intervista, Non dargli un nome riesce a essere un reportage letterario e sentimentale in cui il connubio tra il tempo presente e il trapassato prossimo, creando un effetto di sospensione, esemplarità e memoria, restituisce ai protagonisti e alla loro storia un riflesso epico.

Non dargli un nome, edito da Incontri editrice, verrà presentato a Modena nell’ambito del Festival della migrazione il 26 ottobre prossimo alle ore 18.00 a Palazzo Europa, nella Sala Paganelli. A dialogare con l’autrice Elena Bellei sarà Monica Franzoni, di Incontri editrice, mentre brani del libro verranno letti dall’attore Francesco Rossetti.

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