Un trapianto eseguito d’urgenza, un altro portato a termine con un prelievo a cuore fermo, un altro ancora reso possibile da un donatore vivente. E poi un trapianto di doppio organo e altri sette singoli. In totale, ben 11 trapianti di rene eseguiti in appena sette giorni. La scorsa settimana (dal 25 settembre al 1° ottobre) chirurghi e medici specialisti dell’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna – Policlinico di Sant’Orsola hanno infatti portato a termine una vera e propria maratona in sala operatoria, raggiungendo la doppia cifra di interventi.

Da alcuni giorni vivono così con nuovi organi 6 uomini e 5 donne: si tratta per la maggior parte di residenti emiliano-romagnoli (7), mentre altri 4 pazienti provengono da fuori regione. La più giovane ha appena 28 anni, il più anziano ben 79. E nell’elenco figurano anche un trapianto programmato da vivente e un trapianto richiesto in urgenza causa impossibilità di proseguire con la dialisi.

Degli interventi si è incaricata l’équipe del professor Matteo Ravaioli, direttore del programma di Chirurgia addominale nell’insufficienza d’organo terminale e nei pazienti con trapianto d’organo, mentre i pazienti sono stati seguiti dagli specialisti della Nefrologia, coordinati dalla professoressa Giorgia Comai. Fondamentale, per il buon successo dei trapianti, la collaborazione della Terapia intensiva Post Chirurgica diretta da Antonio Siniscalchi e dell’Anatomia Patologica diretta dalla professoressa Antonietta d’Errico nonché lo sforzo di tutto il personale tecnico e infermieristico.

Da inizio anno il programma di Trapianto di Rene diretto dal professor Gaetano La Manna (foto), che coordina tutte le attività di trapianto di questo organo, raggiunge quota 92 trapianti (69 da cadavere e 23 da vivente), tutti eseguiti al Sant’Orsola: un dato in linea con l’alto numero registrato nello stesso periodo dello scorso anno (91). Questo risultato è la punta d’iceberg di una importantissima attività preparatoria al trapianto, fondata soltanto quest’anno su circa 300 visite per l’inserimento in lista d’attesa, tra nefrologiche, chirurgiche e anestesiologiche. Ad oggi sono circa 490 i pazienti iscritti in lista d’attesa, il 49% dei quali proveniente da fuori regione. Un dato che dimostra concretamente come il centro dell’IRCCS sia un punto di riferimento in questo ambito a livello non solo regionale ma anche nazionale.

Gli 11 trapianti eseguiti la scorsa settimana testimoniano però anche il buon funzionamento della fase di donazione coordinata dal Centro Riferimento Trapianti regionale: gli organi sono stati infatti prelevati presso le sedi di Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia e Modena. Il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia-Romagna rappresenta un modello organizzativo che coordina una rete regionale, ed è il primo esempio in Italia di una struttura dedicata a rendere più efficiente la collaborazione tra gli ospedali in tema di trapianti. Questa organismo operativo-gestionale regionale con sede presso l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ha l’obiettivo di far funzionare al meglio il percorso di donazione e trapianto di organi e tessuti. In 26 anni la rete ha prodotto oltre 5.700 segnalazioni di potenziali donatori, 3.200 dei quali divenuti poi effettivi dopo le verifiche del caso. Nonostante le inevitabili difficoltà nel 2020 il numero dei trapianti realizzati complessivamente (considerati tutti gli organi) è rimasto stabile, mentre il 2021 si è chiuso con un nuovo record: 488. Quest’ultimo dato, poi, è ulteriormente migliorato nel 2022 con 516 trapianti: al momento la proiezione al 31 dicembre 2023 è di 578 trapianti.

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