Il Consiglio dell’Unione Appennino reggiano ha sollecitato i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte (Castelnovo Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Ventasso e Villa Minozzo) affinchè chiedano all’Ausl reggiana di aprire un confronto per rivedere la scelta di chiudere il punto di continuità assistenziale a Busana.

Afferma il Sindaco di Villa Minozzo, Presidente dell’Unione e Consigliere della Provincia delegato alla Montagna, Elio Ivo Sassi: “Siamo consapevoli che la sanità regionale e quella reggiana si trovano di fronte alla necessità di riorganizzare alcuni servizi per garantire la sostenibilità del sistema ospedaliero e territoriale. Ma rimarchiamo che per l’Appennino la permanenza di un servizio di base come la continuità assistenziale (ex guardia medica) significa la scelta tra la sopravvivenza e la morte di un territorio: la soppressione di Busana lascerebbe scoperto tutto il territorio di Ventasso, non possiamo permetterlo. Non possiamo essere messi di fronte all’obbligo di decidere quale punto di continuità sopprimere e quale mantenere aperto. Parliamo di un territorio che, per la sua ampiezza e per le sue caratteristiche orografiche e delle infrastrutture viarie, non è nella condizione di sostituire un punto di riferimento per la popolazione e le famiglie con un altro distante molti chilometri. Non stiamo parlando delle zone attorno alla città o in pianura, dove scelte simili creano ai residenti molti meno disagi che in montagna. Abbiamo una popolazione con un’età media molto elevata, con conseguente diffusione di patologie degli anziani, e anche per i giovani e le famiglie poter contare su un servizio di assistenza sanitaria facilmente raggiungibile è basilare per pensare di continuare a vivere qui.

Siamo consapevoli dell’attenzione che l’Ausl ha rivolto all’Appennino in questi ultimi anni, con investimenti sulle strutture e sul personale, ma crediamo che questa ultima scelta sia da rivedere. Comprendendo il momento complesso per il sistema sanitario locale, e per questo i Sindaci dell’Appennino si rendono disponibili a valutare anche di contribuire direttamente al mantenimento del servizio di continuità assistenziale in tutte le sedi attuali, compresa quella di Busana. Parliamo del resto di un servizio che per come è strutturato ha un costo contenuto, pur comportando indiscutibili benefici come abbiamo cercato di evidenziare”.

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