Nella notte di domenica 24 settembre gli operatori della Polizia di Stato, a seguito di una segnalazione per la presenza di soggetti molesti, sono intervenuti nei pressi di un locale situato in via Sampieri. Qui hanno identificano tre ragazzi (due del ‘97 e uno del ‘99) che facevano resistenza nei confronti del personale operante, si rivolgevano agli stessi con frasi oltraggiose. Dagli accertamenti effettuati, è risultato che i giovani erano stati già segnalati all’autorità giudiziaria per comportamenti analoghi.

Data la necessità di prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, il 26 settembre successivo i poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Bologna notificavano a tutti i soggetti il D.AC.UR (Divieto di accesso alle aree urbane), emesso dal Questore di Bologna.

Il provvedimento conosciuto come “Daspo Willy” è una norma approvata all’interno dei Decreti sicurezza nel 2020. La finalità della norma è quella di punire la “movida violenta”.

Il “Daspo Willy” consiste nel divieto di accesso ai pubblici esercizi per i protagonisti di disordini o atti violenti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, per uno dei reati di cui all’art 13 bis D.Lg. 14/2017, tra i quali appunto figurano i reati di rissa e rissa aggravata. Per risultare destinatari di tale misura di prevenzione non serve dunque aver riportato una condanna definitiva negli ultimi tre anni, essendo sufficiente anche solo una denuncia nel medesimo arco temporale.

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