
Una volta rubati i catalizzatori, gli indagati, allorquando non li rivendevano immediatamente a soggetti correi, provvedevano all’estrazione al loro interno del materiale prezioso, ovvero platino, palladio e rodio per la successiva immissione sul mercato illegale.
Il valore dei catalizzatori oggetto di furto a seconda del modello di auto oscillava dalle 100 euro alle 800 euro.
(in aggiornamento)


