“Il Pd emiliano-romagnolo chiude la porta in faccia agli “esodati del Superbonus 110” mentre in altri territori del Paese, come nelle Marche – in cui i Dem sono all’apposizione -, hanno depositato un progetto di legge che ricalca la proposta che come Lega avevamo avanzato, volta ad attivare la Regione per favorire l’incontro tra domanda ed offerta dei crediti incagliati (cedenti, imprese, intermediari finaziari) consentendo alle sue partecipate – non escluse dal “decreto stop cessioni” con capacità fiscale – di acquistare i crediti per compensazione”. Lo denuncia il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, primo firmatario dell’emendamento collegato alla variazione di Bilancio di previsione, bocciato ieri dall’aula.

“La cosa ancor più grave è che il Pd emiliano-romagnolo non solo ha bocciato la nostra proposta ma non si è reso disponibile ad avanzare alcuna misura alternativa, di fatto condannando migliaia di famiglie e imprese del nostro territorio. Una chiusura netta, dunque, nonostante il governo sembri orientato a varare un “decreto agosto” per rivedere il tema dei crediti incagliati, andando proprio nella direzione di garantire in maniera più forte i crediti favorendone la circolazione” spiega il leghista.

In altre parole – punge Bargi – il Pd emiliano-romagnolo continua a respingere le proprie responsabilità sotto l’egida del “deve farlo il governo”. Una posizione strana, a ben vedere, per una Regione come la nostra, nella quale la maggioranza Dem non perde occasione per vantarsi e millantare di essere “sempre la prima in tutto”. Incredibile, poi, che lo stesso Pd, nel consiglio regionale delle Marche, abbia depositato un progetto di legge che ricalca la nostra proposta, volta a concedere un piano di salvataggio agli “esodati del Superbonus 110”. Pertanto – conclude il leghista – sarebbe il caso che il Pd facesse pace con se stesso: in Emilia-Romagna taccia di “inapplicabilità” una proposta che invece, nelle Marche, ha presentato come Progetto di legge”.

 

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