Da sinistra Angela Toss, Giovanna Gregori e Massimo Dominici

L’ambulatorio dedicato all’identificazione e al trattamento precoce della sindrome genito-urinaria nelle pazienti affette da tumore della mammella, attivato all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, fa scuola. Il progetto della sua realizzazione è stato recentemente insignito del terzo posto al “Premio protagoniste in sanità 2023”, consegnato durante la convention “Donne, salute, territorio” ospitata nei giorni scorsi all’Hotel Savoy Regency di Bologna. L’iniziativa era promossa dalla community “Donne protagoniste in sanità” che conta oltre 1.700 iscritte ed è coordinata da Monica Calamai, direttrice generale dell’Ausl di Ferrara. Per la rassegna erano stati selezionati progetti provenienti da 104 diversi Enti sia pubblici che privati.

L’ambulatorio, attivo all’interno del Policlinico di Modena da aprile 2022, rappresenta il primo Servizio Pubblico Specialistico per il trattamento precoce della Sindrome Genito-Urinaria (SGU) in giovani donne affette da tumore mammario nella Regione Emilia-Romagna. Nasce dalla collaborazione tra il reparto di Oncologia, sotto la supervisione della Dottoressa Angela Toss e del Professor Massimo Dominici, e la Ginecologia del Dottor Giovanni Grandi e del Professore Fabio Facchinetti, in collaborazione con la Radioterapia (nelle persone della Dottoressa Giuseppina Demarco e del Dottor Stefano Scicolone), diretta dal Professor Frank Lohr, e dell’Ingegneria Clinica nella persona dell’Ingegnere Sonia Cecoli. L’avvio dell’ambulatorio si è reso possibile grazie alla donazione all’AOU di Modena, da parte dell’Associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro ODV: si tratta di un laser per il trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale, installato in idonei locali della Radioterapia, acquistato grazie al sostegno e alla fiducia dei cittadini e anche usufruendo di un prezioso contributo erogato dal Gruppo Cremonini.

Ad oggi più di cento donne affette da tumore della mammella in età premenopausale sono già state prese in carico dall’ambulatorio e hanno iniziato un percorso di cure per la loro Sindrome Genito-Urinaria.

«Nel corso delle visite presso l’ambulatorio – evidenziano la Dottoressa Angela Toss e il Professor Massimo Dominici – viene valutata l’incidenza di SGU nelle giovani pazienti affette da tumore mammario e viene offerto un trattamento non-ormonale. La Breast Unit di Modena è certificata EUSOMA e prende in carico ogni anno più di 600 nuovi casi di tumore al seno: il 40% di queste donne presenta età inferiore di 50 anni alla diagnosi. La maggior parte di queste donne viene trattata con terapie che inducono una menopausa iatrogena anticipata rispetto alla fisiologica attesa. Inoltre assumono terapie che inibiscono l’azione degli ormoni femminili (in particolare estrogeni) sull’organismo e sui tessuti. Tali trattamenti sono responsabili di quadri di SGU particolarmente severi e debilitanti. A ciascuna di queste donne viene offerta una valutazione presso l’ambulatorio ginecologico per il trattamento della SGU. I criteri di accesso alla Prima Visita presso l’Ambulatorio sono esclusivamente legati al fatto che la paziente abbia ricevuto diagnosi di tumore mammario in età premenopausale, indipendentemente dai trattamenti a cui è stata o viene sottoposta».

«Prima dell’istituzione di questo Ambulatorio – sottolinea Giovanna Gregori, coordinatrice delle attività dell’Associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro ODV – le pazienti che comunicavano disturbi ginecologici venivano riferite ai loro ginecologi di libera professione, dove oltre ai costi di visita, il trattamento laser intravaginale viene proposto al costo di 900 euro circa per un ciclo di trattamento di 3 mesi. Il 98% delle pazienti prese in carico da aprile 2022 a oggi ha praticato trattamenti non ormonali per il trattamento della SGU, incluso quello con laser non-ablativo Erbium YAG (VEL) con ottima tolleranza: infatti solo due pazienti non hanno completato il percorso di trattamento previsto per impegni lavorativi/familiari. L’ambulatorio prevede controlli semestrali e ad oggi ha raccolto il consenso e la soddisfazione di tutte la pazienti che sono state valutate e prese in carico».

«Ringrazio personalmente il team medico-ostetrico da me coadiuvato che gestisce quotidianamente l’organizzazione e l’effettuazione dei trattamenti laser – sono le parole del Dottor Giovanni Grandi – è un servizio davvero prezioso per queste pazienti. Le molte mail di grande soddisfazione che ci arrivano ci gratificano e sono un segno dell’efficacia del trattamento e dell’apprezzamento di questo grande lavoro da parte delle utenti».

A livello nazionale, in Italia ogni anno vengono diagnosticati 53mila nuovi casi di tumore della mammella. In particolare, ogni anno quasi 9.000 donne sviluppano il tumore sotto i 50 anni. Nonostante l’elevata e crescente incidenza, la mortalità è in calo e l’87% delle pazienti affette è ancora vivo cinque anni dopo la diagnosi. Ciò significa che più di 800mila donne in Italia sono sopravvissute a un tumore al seno. In Emilia Romagna sono stati stimati 4.500 nuovi casi nel 2019, di cui 1.800 diagnosticati prima dei 50 anni (40% del totale). In particolare, il tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni standardizzato per età in Emilia-Romagna sale all’89%, grazie a dei programmi di screening e al livello del sistema sanitario.

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